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La Croce Rossa trova casa: è l’ex oleificio Bertucci

Gianni Parrini
La Croce Rossa trova casa: è l’ex oleificio Bertucci

In via di definizione il contratto per l’acquisto dell’immobile di via di Tiglio  Il presidente Fasano: «Vanno fatti i lavori ma è un sogno che si realizza»

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La Croce Rossa di Lucca ha trovato una nuova sede: in via di definizione il contratto per l’acquisto dell’ex oleificio Bertucci, sulla via di Tiglio a San Filippo. A confermare la notizia al Tirreno è il presidente della Croce Rossa Enzo Fasano: «Sì – spiega – abbiamo individuato l’immobile ma dobbiamo ancora perfezionare l’acquisto. Si tratta di un capannone di 600 metri quadrati con attorno 5mila metri di terreno. Non è stato facile individuare una struttura adatta alle nostre esigenze, ovvero ad ospitare le attrezzature della protezione civile (bilici, cucine da campo, gruppi elettrogeni, ecc.). Ovviamente, dato che si tratta di un ex oleificio chiuso da tempo, l’immobile dovrà essere ristrutturato e predisposto per ospitare al meglio tutti i nostri servizi. I migranti? Restano alle Tagliate, sarà la prefettura a valutare eventuali nuove strutture di accoglienza».

Quello della nuova sede è un passo importante per l’associazione dopo trent’anni di peregrinazioni che hanno visto la Croce Rossa prima ospite degli uffici della Provincia al Cortile degli Svizzeri, poi al consorzio Agrario e infine nei prefabbricati a noleggio di via delle Tagliate, per i quali l’associazione spende 2.400 euro al mese, quasi 30mila l’anno. A novembre scorso la visita dei vertici della Croce Rossa Italiana a Lucca, con l’annuncio dello stanziamento deliberato dal comitato centrale di una cifra importante per l'acquisto della sede. La nuova casa della Cri ha caratteristiche tali da ospitare il servizio ambulanze, uffici, farmacia, dormitorio, sala volontari, sala riunioni e inoltre spazi idonei per il magazzino-deposito per la protezione civile e l'area di sosta per i mezzi pesanti.

Non è stato semplice arrivare a questa conclusione: nel recente passato Fasano aveva pensato di rassegnare le dimissioni vedendo che l’obiettivo non veniva raggiunto. Alla fine, però, i fatti gli hanno dato ragione. «Si concretizza un vecchio sogno a fronte del costante e disinteressato impegno profuso dalle volontarie e dai volontari di Lucca. – spiegava allora» «Quando ci trasferiremo? – dice oggi – Servono dei lavori ed è prematuro fare previsioni ma passeranno mesi prima di dire addio alle Tagliate». —



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