Residenti esasperati per il traffico Serve il senso unico in via Bandettini
Segnalata anche la pericolosità di via Squaglia: «Sembra un’autostrada, col sottopasso le cose sono anche peggiorate»
Il traffico incessante: questo è senz’altro il problema più sentito nel quartiere di San Concordio. Intenso ovunque dal mattino alla sera, fatta eccezione per le piccole strade interne.
Sono esasperati i residenti del quartiere che ieri hanno partecipato all’incontro “Caffè Tirreno” nella caffetteria-pasticceria “Dolci Ricordi” di via Squaglia, una delle strade più pericolose a detta degli stessi abitanti.
Un viavai continuo di mezzi di ogni tipo «soprattutto in prossimità della zona industriale», dice Marco Tardelli che lavora alla Perini, azienda che produce macchinari per le cartiere. «I dipendenti dell’azienda - aggiunge - tutti i giorni devono fare i conti con file interminabili per tornare a casa, anche perché i mezzi pubblici scarseggiano a danno anche di chi viene dalla Garfagnana e deve percorrere a piedi il tratto dalla stazione al lavoro».
I cittadini non ne possono più. «È come stare davanti a un’autostrada», commentano i coniugi Maria Teresa Girolami e Giuseppe Boccaccini che vivono a Sorbano. I due denunciano il forte aumento del traffico soprattutto nell’area di via Squaglia, via Nottolini e via Consani «praticamente impercorribili a piedi e in bicicletta - aggiungono - per il rischio di essere investiti». A segnalare il flusso intenso di automezzi è anche il comitato “Per San Concordio” per voce di Francesco Cannavacciuolo e Paolo Novelli che stanno organizzando una raccolta di firme da presentare al sindaco di Lucca, per evidenziare la situazione «ormai insostenibile del quartiere» e chiedere un veloce intervento.
«Il sottopasso - spiegano - ha risolto solo il problema del passaggio a livello, ma non quello del traffico, visto che adesso via Squaglia raccoglie sia il flusso dei mezzi di via Ingrillini che quello di via della Formica e via Bandettini, quest’ultima particolarmente pericolosa per ciclisti, pedoni, disabili e passeggini, costretti a passare a pochi centimetri dalle auto che sfrecciano ad alta velocità». Proprio via Teresa BandeLa strada, secondo Cesare Lazzaroni, dovrebbe essere dotata di pista ciclopedonale e diventare a senso unico verso viale Europa, evitando così l’ingresso di autotreni che invece vi transitano regolarmente, nonostante ci sia il divieto con tanto di cartello.
I cittadini denunciano anche marciapiedi e piste ciclabili sconnessi e l’assenza di illuminazione e strisce pedonali in diversi punti: spesso infatti, si ritrovano a dover aspettare anche diverso tempo per riuscire ad attraversare le strade «sempre rischiando la propria incolumità», commenta il titolare della caffetteria-pasticceria “Dolci Ricordi” Marcello Marinoiu che un giorno si è ritrovato a dover uscire dal locale per aiutare un’anziana ad attraversare, facendo cenno alle auto di fermarsi. «Un semaforo a chiamata nelle zone più pericolose» forse sarebbe d’aiuto anche secondo Massimo Sonetti che risiede in via Nottolini, dove dalla finestra ha assistito alla caduta di una signora in bici: un incidente avvenuto mentre transitava un tir e per fortuna il camionista è riuscito a evitarla.
Per alleggerire il traffico alcuni suggeriscono anche di aprire la strada chiusa vicino al Brico e di considerare il progetto di una stazione ferroviaria nella zona di San Marco, dove potrebbero fermarsi i treni da e per la Garfagnana, evitando la frequente chiusura di alcuni passaggi a livello, ma anche di dare il via all’apertura del tanto sospirato casello autostradale di Mugnano.
Mentre Ivano Pera conta di trasferirsi da via Squaglia «ormai diventata una circonvallazione invivibile e pericolosa, dove si scende in strada sperando di non essere investiti», Lino Marchi propone di riportare via Vitali a doppio senso, in modo da assorbire un po’ di traffico. —
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