Il dolore
Da Lucca Crea un no secco al trasferimento dei Games
«Si potrebbe anche fare, consapevoli che sarebbe un colpo durissimo per il festival». La società: «Il padiglione porta redditi per due milioni»
lucca. Spostare il padiglione dei Games al Polo Fiere piuttosto che al mercato ortofrutticolo di Pulia? Possibile, consapevoli che «significherebbe infliggere un colpo durissimo se non mortale al progetto unitario del festival e a quello dedicato alla cultura Ludica, mettendo seriamente a repentaglio le economie e il progetto globale privando la manifestazione della sua ammiraglia». La posizione di Lucca Crea srl (società che organizza il festival, partecipata al 100% dal Comune), e dei suoi vertici (il presidente Mario Pardini e il direttore Emanuele Vietina), in risposta alle proposte sul trasloco dall’ex Campo Balilla del padiglione dei Games mossedal consigliere regionale Stefano Baccelli (ipotesi Pulia) e dell’ex sindaco Pietro Fazzi ( Polo Fiere), è chiara: contraria a qualsiasi cambio di sede: a perderci sarebbe la città, oltre che la manifestazione. «Torniamo su un dibattito - spiega Lucca Crea - che ricalca quello del 2012. Lucca Games non è indipendente dalla manifestazione, che insiste per un breve periodo sull’ex Balilla: il padiglione Carducci vive in un ecosistema complesso, fatto di interazioni di grandi gruppi editoriali e contenuti culturali, con cui siamo riusciti a ingaggiare tutto il tessuto del centro storico. L’ex Balilla non è solo estroflessione del centro per il piano della sicurezza, lo è anche per le strategie di major come Hasbro e Mondadori».
ipotesi impossibili
«Fughiamo anche ogni dubbio tecnico - continua Lucca Crea -. Il Polo Fiere non può ospitare i Games perché troppo piccolo. Spazi ridotti (il 60% lordo rispetto alla tensostruttura del Balilla), e una sezione verticale che per la conformazione colonnata, non può accogliere gli stand dei gruppi, che vivono in costante relazione per sviluppo di prodotto e licenze con gli operatori del centro storico. Tanto meno possiamo pensare di mandare le major internazionali in un mercato ortofrutticolo, che non ha spazi idonei. Il padiglione Carducci all’ex Balilla rappresenta più del 30% dello spazio espositivo coperto del festival, vi si svolgono oltre 6.000 sessioni di gioco, 200 conferenze e 500 incontri. È visitato da oltre 110.000 paganti e sprigiona una capacità reddituale di quasi 2 milioni, mentre incide sulle spese del festival per meno del 2% dei costi. Se si vorrà spostare il padiglione Carducci dall’ex Balilla astrattamente è anche possibile, nella consapevolezza di avviare una decrescita. Le pianificazioni pluriennali delle aziende non possono farlo prendere in considerazione nei prossimi due anni. E in ogni caso il parere tecnico e culturale di Lucca Comics & Games è di non fattibilità».
competitor in agguato
«Peraltro oggi siamo in un quadro nazionale in cui eventi consimili - prosegue la società - sono quadruplicati e in cui festival tradizionali di libri e cinema fanno la corsa sui nostri contenuti. Il Comicon di San Paolo sbarca a Colonia a luglio, il festival di Angouleme (di cui saremo ospiti questo weekend) segue molte nostre scelte culturali. Festival simili in Toscana raddoppiano e crescono con il sostegno di enti locali e regionali. Lucca Comics & Games no. Anzi. La città sta discutendo se sviluppare strategie che intaccano la formula del festival. Il danno economico e d'immagine, non solo per Lucca Comics and Games, è ovvio e incalcolabile. La città deve scegliere se difendere e sostenere scelte strategiche finora vincenti o se operare consapevoli azioni di decrescita. Sarà il sistema Lucca a giudicare. Siamo sicuri che i nostri dinamici partner, gli editori del gioco, sapranno trovare fiere e festival alternativi, in grado di investire e credere nel rapporto città - editoria». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
