Sicurezza
Il “benvenuto” dei sindaci «Saprà amare le nostre zone»
Tambellini: spero che conservi la parte bella della città Le civiche di centrodestra: potrà unire i giovani e gli adulti
LE REAZIONI
Da Lucca alla Piana, fino alla Versilia. Tanti saluti e le reazioni alla nomina di monsignor Paolo Giulietti come arcivescovo.
Il sindaco di Lucca Alessandro Tambellini ha rimarcato la sua vicinanza ai giovani e l’ha invitato a «conservare la parte bella di questa città, quella che è scritta sopra uno stemma in palazzo Orsetti: carità, verità, giustizia e pace. Ringrazio monsignor Castellani: in questi anni abbiamo collaborato bene assieme e abbiamo stretto un rapporto di grande familiarità e stima, per cui dico che mons. Castellani resterà sempre uno di noi».
Il collega di Capannori, Luca Menesini, parlando del saluto del nuovo vescovo spiega di essere stato «colpito dalla grande attenzione posta su due temi, come giovani e fragilità: le povertà, il bisogno di lavoro, lo stare vicino concretamente a chi ha bisogno, la promozione umana. Temi che stanno a cuore anche a me, come sindaco, e sui quali sono convinto che tutte le Istituzioni, locali e non, debbano collaborare per restituire dignità e speranza a persone oggi in difficoltà. Grazie a Italo Castellani per tutti questi anni insieme».
Intervengono anche direttivo e consiglieri comunali di SìAmo Lucca e Lucca in movimento: «Un abbraccio all'arcivescovo Italo Castellani e un caloroso benvenuto al e suo successore, Paolo Giulietti. Salutiamo monsignor Castellani, sottolineandone l'impegno profuso per oltre 13 anni alla guida della Chiesa locale, ricordandone la sensibilità sui temi più importanti e su quelli più squisitamente locali come la lucchesità - mentre al nuovo arcivescovo Giulietti formuliamo i nostri migliori auguri per quello che sarà il suo importante impegno sul territorio. Un pastore dei giovani, come abbiamo letto nel suo curriculum, aspetto che ci fa particolarmente piacere per quella che riteniamo la necessità principale, ripartire proprio dalle nuove generazioni, in un cammino proficuo che possa produrre una Diocesi ancora più forte, senza divisioni e con valori comuni tra giovani e adulti».
Al di là del Quiesa, il sindaco di Viareggio Giorgio Del Ghingaro saluta Giulietti, «figlio dell’Umbria, avvezzo al richiamo dell’arte e della natura. Lo invito a visitare la nostra città: non sempre facile ma a tratti di una bellezza dirompente. Dai tramonti sul mare che a gennaio regalano limpidezze inaspettate, alla sfrenata allegria del Carnevale che sta per iniziare, alla poesia delle opere di Puccini sulle acque estive del lago. Viareggio è giovane e ai giovani Giulietti è legato dalla sua personale storia: sono certo che saprà amarla come tanto l’ha amata il suo predecessore Monsignor Italo Castellani.
«Per Castellani, al quale mi lega duratura amicizia, un sentito grazie: per il legame strettissimo con Viareggio, per l’amore e l’attenzione che ha sempre mostrato verso il nostro territorio». —
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