Il Tirreno

Lucca

PROCESSO A SFONDO SESSUALE 

Nei guai quarantenne che adesca su Facebook adolescente della Piana

Luca Tronchetti

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Una storia squallida. Scoperta dal padre della vittima, un adolescente di quindici anni della Piana che all’epoca dei fatti - era il giugno 2015 - frequentava un istituto secondario superiore della Lucchesia. Un ragazzino fragile vittima della depravazione di un quarantenne recidivo con tendenze pedofile. L’uomo finisce davanti al giudice Matteo Marini al termine di un’inchiesta condotta dal sostituto procuratore Enrico Corucci con l’ausilio della polposta. In aula, durante la prima udienza del processo, non si presenta. Ma nei suoi confronti l’accusa è pesantissima: induzione alla pornografia con adescamento di minorenne.

UNA STORIA TERRIBILE

Un incontro quello tra l’orco e la sua preda avvenuto, come troppo spesso si ripete, attraverso la rete. In questo caso il tramite del contatto è Facebook. L’adolescente trova attrazione per persone dello stesso sesso e il web è una galassia da esplorare alla ricerca di un contatto con il mondo. Ma dall’altra parte dello schermo lo studente trova un essere orribile che all’inizio sembra capirlo e che invece di lì a poco non solo si prende gioco di lui, ma lo costringe a seguirlo sul terreno della perversione e dell’immoralità.

RICHIESTE SESSUALI

L’amicizia su Facebook si trasforma presto in un incubo per quel ragazzo della Piana che forse, almeno inizialmente, si era invaghito del suo carnefice. I dialoghi tra l’adulto e il minorenne si fanno sempre più spinti, sempre più a sfondo sessuale, sempre più volgari. Il quarantenne ottiene il telefonino dello studente e lo tiene in pugno. Inizia lo stillicidio degli sms. Messaggini espliciti a qualsiasi ora del giorno e della notte. Sempre più scabrosi, sempre più rivoltanti. Si arriva così - e siamo a giugno 2015 - alle foto che mostrano parti intime inviate su WhatsApp con apprezzamenti incommentabili. Si passa poi alla richiesta di incontri e di appuntamenti al buio. Impossibile dire, al momento non vi sono prove in merito, se questi rendez vous vi siano stati o siano rimasti sulla carta.

DRAMMATICA SCOPERTA

Di sicuro c’è che il padre del ragazzo scopre tutto attraverso il telefonino del figlio. È un colpo al cuore. Ma la reazione è pronta e determinata. Fine di qualsiasi contatto tra il maniaco e il suo ragazzo e immediata denuncia alle forze dell’ordine. Il processo proseguirà nei prossimi mesi. —

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