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La Provincia scrive al governo per un vertice sull’azienda

La Provincia scrive al governo per un vertice sull’azienda

Menesini e Boggi chiedono ai ministri di Maio e Costa un tavolo istituzionale  sul piano di rilancio, chiedendo alternative al progetto del pirogassificatore  

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BARGA. Un tavolo di confronto nazionale sul piano di rilacio di Kme e sul previsto (all’interno dello stesso piano) impianto di pirogassifiazione. Un tema che interessa sia il fronte occupazionale che quello ambientale. È stata formalmente inviata ieri la lettera, firmata dal presidente della Provincia Luca Menesini e dal consigliere provinciale delegato alle vertenze aziendali Nicola Boggi, sull’attivazione di un tavolo di confronto istituzionale di livello superiore sul piano di rilancio dello stabilimento di Fornaci.

Le lettera è stata indirizzata al vicepresidente del Consiglio dei ministri e ministro dello Sviluppo Economico Luigi di Maio e al ministro dell’Ambiente Sergio Costa e, per conoscenza, al governatore regionale Enrico Rossi, all’assessore regionale Marco Remaschi, al sindaco di Barga Marco Bonini, ai parlamentari e ai consiglieri regionali eletti sul territorio, nonché ai sindaci della Valle del Serchio.

Nella missiva della Provincia inviata ai responsabili dei due dicasteri si fa riferimento, tra l’altro, al giudizio negativo espresso dal Consiglio provinciale di Lucca il 3 gennaio sull’ipotesi del pirogassificatore alimentato utilizzando lo scarto produttivo delle cartiere (il cosiddetto pulper).

Ipotesi che ha suscitato nette prese di posizione contrarie da parte di numerosi cittadini della Valle del Serchio «al fianco dei quali – viene sottolineato nella lettera – si sono poste molte amministrazioni locali, convinte che le caratteristiche geografiche, geomorfologiche e turistiche di questo territorio non si concilino con tale realizzazione».

A Di Maio e Costa, nella lettera, gli amministratori provinciali fanno presente che dopo un periodo di forti difficoltà nello stabilimento fornacino, specializzato nella produzione metallurgica, il management è riuscito a invertire la rotta, salvaguardando i posti di lavoro e dimostrando la volontà di rilanciare il sito produttivo con nuovi investimenti. Ma – in sostanza – il progetto del pirogassificatore proposto dall’azienda per contenere i costi di produzione dell’energia non può essere l’unica ipotesi sul tavolo.

Pertanto Menesini e Boggi chiedono la disponibilità del Mise e del ministero dell’Ambiente di prendere parte attivamente a un confronto istituzionale, da tenersi a Lucca, con la Regione Toscana e tutti gli enti locali coinvolti, per provare insieme a individuare soluzioni che garantiscano dal punto di vista tecnologico una produzione di energia compatibile con tale contesto ambientale, «cogliendo ad esempio le possibilità offerte dall’incentivazione pubblica per l’uso di fonti rinnovabili a costi calmierati – come già avvenuto con successo in diverse importanti aziende, anche in Toscana – o comunque altre soluzioni tecnologiche ambientalmente compatibili capaci di soddisfare il fabbisogno energetico di tale stabilimento». —

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