Il Tirreno

Lucca

MOVIDA E SICUREZZA 

Controlli sui bar, pub e ristoranti che si trasformano in dancing

Luca Tronchetti
Controlli sui bar, pub e ristoranti che si trasformano in dancing

Dopo la tragedia di Corinaldo verranno monitorati i locali del centro e della Piana per verificare che gli operatori dell’intrattenimento abbiano le necessarie licenze

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Sono tanti, troppi, i locali del centro storico, dell’immediata periferia e della Piana che per attirare clientela da bar o ristoranti si trasformano o, per meglio dire, s’improvvisano dancing. Eludendo divieti, regolamenti, leggi e in barba al rilascio delle indispensabili licenze di pubblico spettacolo. La tragedia avvenuta poco più di un mese nella discoteca «Lanterna azzurra» di Corinaldo (Ancona) ha alzato il livello di guardia anche in Lucchesia. Tanto che, più o meno sotto traccia, l’autorità giudiziaria vuol monitorare la situazione. E dopo il blitz dei carabinieri che ha portato neanche un mese fa la procura al sequestro del circolo My Lab (o Studio Lab) in via Sottomonte a Guamo con tre persone indagate con l’accusa di apertura abusiva di luoghi di pubblico spettacolo (articolo 681 codice penale) ecco che l’attività investigativa si intensifica e coinvolge un po’ tutte le forze di polizia. Chiamate a contrastare - per evitare tragedie collettive o individuali - chi opera in maniera non corretta e quindi senza le necessarie licenze. Risparmiando pure su un comparto fondamentale come quello della sicurezza che provoca ripercussioni sugli stessi operatori generando una concorrenza sleale a discapito di chi invece segue le leggi.

CONTROLLI E REATI

Un qualsiasi locale - bar, pub o ristorante - per effettuare un evento di intrattenimento che esuli dalla sola somministrazione di alimenti e bevande deve avere una licenza di pubblico spettacolo che viene rilasciata dall’apposita Commissione composta da vigili del fuoco, vigili urbani, ispettori Asl, dirigenti comunali. La licenza non è necessaria se un locale per una serata chiama un disc jockey e mette una musica in sottofondo per allietare gli avventori. Ma se i decibel si alzano, le luci si fanno più intense e magari stroboscopiche e se le persone invece che limitarsi a mangiare e bere iniziano a ballare allora dalla somministrazione si passa all’intrattenimento e la licenza è indispensabile. Da alcuni accertamenti emerge che vi sono locali, sprovvisti di licenza, che anziché eventi di degustazione organizzano party, feste e apericena, after dinner e in pratica fanno pubblico spettacolo. Quindi dovrebbero ottenere l’apposita licenza e superare il vaglio della commissione che deve controllare le uscite di emergenza (devono in posizioni e dimensioni precise in base alla disposizione del locale), verificare che il locale sia munito di generatore di corrente o di impianti con luci, sia interne o esterne, in grado di sopperire ad un improvviso o black out all’impianto di illuminazione; controllare l’esistenza di impianti di rilevazioni fumi; verificare la presenza di cucina con porte ray che si chiudono al minimo allarme e di oggetti di arredamento ignifughi; accertare la presenza di un numero sufficiente di servizi igienici; riscontrare la presenza esterna di parcheggi e far esaminare da un ingegnere l’impianto acustico ogni sei mesi. E il personale? Servono almeno due addetti in possesso di un certificato di prevenzione incendi con esame svolto dai vigili del fuoco mentre i bodyguard devono essere in possesso di certificati rilasciati dalla Prefettura. La domanda che si fanno gli inquirenti sorge spontanea: i tanti locali che fanno intrattenimento posseggono le necessarie licenze? Dispongono dei necessari criteri di sicurezza? Hanno strutture idonee e personale qualificato? Oppure la logica del profitto riduce i costi e azzera la sicurezza? Gli accertamenti sono solo agli inizi, ma le sorprese non mancheranno. —

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