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Visita di Bolsonaro, il gelo di Tambellini «Lo accoglieremo ma siamo distanti»

Visita di Bolsonaro, il gelo di Tambellini «Lo accoglieremo ma siamo distanti»

Il sindaco: ok doveri istituzionali, ma le sue politiche non sono le nostre. Battistini: non voglio avere contatti

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LUCCA. Le poche righe del comunicato del Comune sulla (possibile?, probabile?) visita del presidente del Brasile Jair Bolsonaro la dicono lunga sulla freddezza dell’amministrazione Tambellini sull’arrivo del Capo di Stato del Paese sudamericano, esponente dell’estrema destra dalle posizioni radicali, per molti fasciste.

Il sindaco Alessandro Tambellini spiega innanzitutto di «non aver avuto alcuna notizia dal Ministero degli esteri dal quale, ovviamente in via esclusiva, aspettiamo le informazioni utili per conoscere l’eventuale programma di visita che il presidente Bolsonaro vorrà seguire in Italia». Non basta, insomma, una dichiarazione televisiva, seppur in una trasmissione importante come Porta a porta. Visite ufficiali di personaggi di questo livello comportano un’organizzazione meticolosa, come abbiamo già visto a Lucca in occasione dell’evento con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del G7 dei ministri degli esteri (entrambi nel 2017). In particolare è la sicurezza a essere curata in ogni dettaglio: tra l’altro Bolsonaro è stato accoltellato proprio durante la campagna elettorale che l’ha portato alla presidenza dello Stato latinoamericano.

Se poi dovesse concretizzarsi la visita, si porrà il problema di come accogliere un politico scomodo come Bolsonaro.

Da un parte c’è l’aspetto formale, che sarà rispettato, anche viste le ascendenze del politico sudamericano: «Il presidente Bolsonaro - spiega infatti Tambellini - è il capo di Stato di un grande Paese dell’America Latina con il quale storicamente abbiamo rapporti». Se deciderà di visitare Lucca, quindi «sarà ricevuto con il rispetto dovuto».

Poi c’è l’altro piano, quello politico. E qui le cose si fanno diverse. Perché il sindaco, e tutta l'amministrazione di centrosinistra alla guida di palazzo Orsetti, vogliono mantenere le distanze: «Resta inteso - spiega Tambellini - che le idee politiche del presidente del Brasile non sono le nostre: siamo quindi pronti a rispettare il dovere istituzionale nei confronti di un Capo di Stato estero la cui famiglia ha origini lucchesi. Tuttavia voglio rimarcare le differenze politiche che esistono fra le nostre amministrazioni. La nostra dimensione politica non dovrà quindi essere attenuata né confusa col fatto di accogliere un capo di Stato di cui conosciamo idee e impostazioni politiche molto distanti dalle nostre».

Dunque, potrebbe non essere una visita facile, quella di Bolsonaro. Un ampio fronte, che comprende la sinistra (e non solo quella estrema) ma anche fronti del cattolicesimo non vedono di buon occhio l’arrivo del presidente brasiliano. E - su Facebook - c’è chi annuncia possibili proteste. Proprio il social network, d’altra parte, è stato palcoscenico per tutta la giornata di ieri anche delle risposte di cittadini che invece si sentono onorati di aver un “lucchese” di così alto livello nella politica internazionale.

Tranchant è invece il pensiero del presidente del consiglio comunale Francesco Battistini: «Non ho intenzione di avere nessun contatto con Bolzonaro. Capisco il sindaco ma basta lui per accoglierlo come primo cittadino e basta lui per significare tutta la distanza. E comunque mi riservo di intervenire quando sarà ufficiale la venuta. Ma comunque confermo che non voglio aver nessuno contatto con quella persona». —

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di Redazione web