Gioco
Dai lager alle foibe: orrori del Novecento da non abbandonare dentro un cassetto
Presentato il lungo programma di iniziative organizzate in provincia per il Giorno della Memoria e il Giorno del Ricordo
LUCCA. «La mia generazione qualche testimonianza diretta degli orrori della guerra è riuscita a riceverla, dai genitori o dai nonni, ma le nuove generazioni non ricevono più queste testimonianze, e oggi i loro occhi mi sembrano chiusi, e quando gli occhi sono chiusi vediamo il buio»: così il consigliere provinciale Luca Poletti ha apedrto la conferenza stampa per presentare l’elenco, lunghissimo, di iniziative organizzate per celebrare il Giorno della Memoria dedicato alle vittime dell’olocausto (il 27 gennaio) e il Giorno del Ricordo per le vittime delle foibe (il 10 febbraio). Come ogni anno la Provincia e il Comune di Lucca, in collaborazione con l’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea, la Scuola per la Pace e molti altri Comuni del territorio hanno elaborato, coordinato e promosso un ricco programma di iniziative.
Con Poletti, a illustrarlo, l’assessore del Comune di Lucca Ilaria Vietina, il presidente dell'Isrec Stefano Bucciarelli, la presidente dell’Anpi Lucca Rosalba Ciucci, e la presidente dell’Associazione toscana volontari per la libertà Simonetta Simonetti.
I temi riguardanti il Giorno della Memoria saranno affrontati in primo luogo da una mostra a Palazzo Ducale “Disegna ciò che vedi; Helga Weissova da Terezin i disegni di una bambina”: una rassegna che aiuta a vedere l’orrore della deportazione attraverso gli occhi di una bambina. Helga Weissova appunto, nata a Praga nel 1929 (come Anne Frank), internata con i genitori di origine ebraica, prima nel ghetto di Terezin e poi viene deportata ad Auschwitz, Freiburg e Mauthausen dove è liberata con la madre nel 1945.
Un altro importante filone che quest’anno sarà seguito è quello dello sport e della memoria. Un approfondimento sullo sport ai tempi delle leggi razziali e della Seconda Guerra Mondiale, ma anche oltre: lo sport come fenomeno sociale e culturale e la sua evoluzione nel corso degli anni. Una tematica questa che sarà affrontata grazie alla visione del docufilm del giornalista sportivo Matteo Marani “1938: lo sport italiano contro gli ebrei” e della mostra della Panini “I migliori album della nostra vista” che ripercorre la storia dello sport, i suoi intrecci con la storia, con la memoria e con il razzismo, il tutto attraverso le storiche figurine Panini che hanno segnato l’infanzia di tanti.
Il primo incontro in programma si terrà invece oggi alle 17.30, con la presentazione sulle “pietre d’inciampo”, iniziativa dell’artista tedesco Gunter Demnig d per depositare, nel tessuto urbanistico e sociale delle città europee, una memoria diffusa dei cittadini deportati nei campi di sterminio e nei campi di concentramento nazisti. L’incontro vedrà gli interventi, oltre a quello di Demnig, dell’assessore Vietina e di Nicola Barbato dell’Istituto Storico della Resistenza. Nella mattinata del 18 gennaio (alle 9 a Sant’Anna) sarà depositata una pietra d’inciampo in ricordo del cittadino lucchese Elia Simoni, militare che rifiutò di combattere a fianco dei tedeschi, e per questo internato nei lager nazisti.
Le iniziative proseguiranno poi il 27 gennaio con l’apertura straordinaria di Palazzo Ducale dalle 15 alle 19 con visita guidata della mostra di Helga Weissova. Sempre il 27 conferenza concerto a cura dell’Associazione Kalliope “Ad Auschwitz c’era un’orchestra” (alle 17 al Cred di via Sant’Andrea).
Restando a Lucca il 29 gennaio al Cinema Astra (alle 21.15) una doppia proiezione con approfondimento sul 1938, anno spartiacque per la nostra storia, anno dell’approvazione delle leggi razziali. Saranno proiettati due docufilm “1938 diversi” di Giorgio Treves, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia lo scorso anno, e “1938: lo sport italiano contro gli ebrei” del giornalista sportivo Matteo Marani. L’iniziativa, a ingresso gratuito, è promossa in collaborazione con il Cineforum Ezechiele. Il primo febbraio a Palazzo Santini incontro sulla memoria della deportazione politica (i “triangoli rossi”) con interventi di Andrea Ventura e di Francesco Lucarini. Da segnalare il 6 febbraio un incontro sul tema del Porrajmos (lo sterminio di rom e sinti) con l’intervento di Luca Bravi dell’ Università di Firenze.
Ma a Lucca, meta per molti esuli in fuga dalla ferocia dei partigiani titini, assume un ricordo particolarmente importante e sentito il Giorno del Ricordo. Furono almeno un migliaio infatti gli esuli che si stabilirono in città dopo aver abbandonato le proprie case. E il 9 febbraio, vigilia della ricorrenza, al Real Collegio (dove molti esuli furono ospitati) è in programma, alle 10, un incontro sul dramma dell’esodo fiumano, giuliano e dalmata e delle foibe nonché sulla più complessa questione del confine orientale italiano. —
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