Sicurezza
Asilo nido pronto e mai aperto La Regione chiede spiegazioni
È stato realizzato grazie a un finanziamento di 600mila euro a Ghivizzano Alto Il consigliere Taccini al sindaco Amadei: «Rischiamo un discreto danno erariale»
COREGLIA. Sarebbe stato un bell’asilo nido con una posizione invidiabile, nella splendida location di Palazzo Nuti. Invece, a Ghivizzano Alto, nel cuore del paese vecchio, c'è solo un immobile di pregio che ha ospitato qualche sporadica manifestazione enogastronomica, nonostante l'intervento finanziario della Regione Toscana per adattare quei locali a centro per bambini fino a 3 anni, laddove è ancora in embrione la gestione associata per i servizi all'infanzia. Ora, dopo dieci anni, la Regione chiede lumi sulla mancata apertura, e potrebbe presentare il conto, chiedendo indietro i circa 600 mila euro di contributi destinati al nido. Il consigliere comunale Pietro Taccini, mette in guardia il sindaco Valerio Amadei, anche se la situazione è tuttora in evoluzione: «Potremmo anche far finta che tutto sia andato a buon fine - esordisce - il Comune si è ritrovato un palazzo recuperato e una quantità di arredi per asilo nido ancora imballati ma già vecchi. Il brutto di questa storia è l’intervento del settore Educazione e Istruzione della Regione Toscana il quale ha chiesto informazioni relative alle attuali funzionalità della struttura e di comunicare la data effettiva dell’entrata in funzione del servizio in quanto, sul portale Siria (sistema informativo regionale di rilevazione dei servizi educativi per la prima infanzia), il servizio nido non risultava attivo. La risposta del Comune, sintetizzata al massimo, è stata: non è stato trovato un numero sufficiente di bambini per attivare il servizio». Da Firenze sono giunti altri solleciti, e stante la situazione invariata con la richiesta di controdeduzioni da parte dell'ente regionale la questione si apre a nuovi scenari: «Attendiamo la decisione finale della Regione Toscana perché, se dovesse esserci la revoca e il recupero del contributo di 600 mila euro, si potrebbe ipotizzare un discreto danno erariale che il primo cittadino dovrebbe dividere con tutti gli amministratori che hanno voluto un’opera non portata a compimento». La vicenda affonda le sue radici ai tempi dell'amministrazione Funai, il predecessore di Amadei, che volle, assieme al comune di Fabbriche di Vallico, realizzare un’opera che servisse le famiglie, considerate anche le lunghe liste di attesa nei due soli nidi allora aperti nella zona, ossia Barga e Gallicano. L’intervento venne ammesso a finanziamento nel marzo 2007 dalla Regione Toscana, per l’importo di 750 mila euro, e il contributo dell’Ente regionale di 599.689,42 euro. Il progetto prevedeva il recupero di Palazzo Nuti. Nel 2008 si aprirono i cantieri, e considerati tutti i vincoli paesaggistici e la burocrazia, si conclusero nel 2012, per un costo totale dell’opera di 649.869,91 euro. Nonostante l'impegno formale a non cambiare la destinazione d'uso, il servizio non è mai partito, né si sono mai tenute gare di appalto o assunzioni. All'interno della struttura rimangono alcuni mobili e attrezzature per un valore di circa 16mila euro, e nonostante la crescita demografica e la domanda di posti, non se n'è fatto più nulla. —
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