Sicurezza
Giovane madre morta nell’incidente stradale: commerciante patteggia
La donna è ancora sotto choc a distanza di tre anni e mezzo. Maxi risarcimento ai tre figli e alla famiglia della vittima
LUCCA. Il consulente tecnico di parte avrebbe riscontrato in quel tragico incidente del 2 giugno 2015 - costato la vita ad una giovane madre di tre figli, Clarissa Narciso Bolante di 27 anni - responsabilità del conducente dell’utilitaria in cui si trovava la donna con due dei suoi bambini. Altri, in virtù di quella perizia, avrebbero evitato riti alternativi e patteggiamenti affrontando il dibattimento in aula. Ma l’imputata - che a distanza di tre anni e mezzo è ancora sotto choc e non ricorda nulla di quel drammatico sinistro - preferisce non alimentare dolore al dolore e sceglie di chiudere il processo in camera di consiglio davanti al gup Antonia Aracri. Un comportamento processuale che fa onore ad Arianna Lazzareschi, 45 anni, commerciante, assistita dall’avvocato Francesco Frezza, che con grandissima dignità assiste, in compagnia del coniuge, all’udienza camerale. L’automobilista patteggia a 10 mesi e 20 giorni di reclusione con i benefici di legge e con la pena accessoria della sospensione della patente per 9 mesi. In tempi rapidissimi erano state soddisfatte dall’assicurazione Rc-auto tutte le parti civili coinvolte: dal coniuge della donna deceduta, al suocero sino ai suoi figli. Per un totale di alcuni milioni di euro.
I FATTI
Clarissa Narciso Bolante, origini filippine, lavorava da oltre due anni nel bar Bollicina in piazza Anfiteatro. Quella tragica sera poco dopo le 23 la donna era seduta dietro al conducente della Fiat Punto: il marito Aris Ryan Obrador Retuta, 32 anni, in Italia dal 2002. Accanto sedeva il suocero della vittima, Armando Dizon Retuta, 55 anni. Dietro, con la donna, due figli: un maschietto e una femminuccia. L’incidente avviene in un tratto rettilineo non troppo distante dal casello di Capannori. A tamponare l’utilitaria è l’Audi A5 condotta dalla commerciante lucchese con seduto accanto il bambino, che durante il tragitto aveva avuto il mal d’auto, e dietro il marito con la bambina. Lo schianto è violento: le vetture finiscono la loro corsa contro il guard-rail con la parte posteriore della Punto che si accartoccia. Bolante resta intrappolata, assieme ai bambini, nelle lamiere contorte della vetture. Per lei non c’è nulla da fare. —
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