Il Tirreno

Lucca

DOPO L’UDIENZA Di CONVALIDA  

Resta in carcere il nigeriano accusato di tentato stupro

Luca Tronchetti
Resta in carcere il nigeriano accusato di tentato stupro

Dalentin Klentin, 20 anni, sposato richiedente asilo e sino a venerdì ospite di una struttura a S. Vito deve ancora realizzare l’accaduto e verrà sentito di nuovo dal giudice    

2 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Deve ancora realizzare quanto è accaduto nel pomeriggio di venerdì il nigeriano di 20 anni arrestato da una pattuglia della squadra volante della polizia con l’accusa di tentato stupro, estorsione e lesioni nei confronti di una connazionale di 33 anni che voleva costringere ad avere un rapporto sessuale dopo averle sottratto il permesso di soggiorno. Ieri mattina Dalentin Klentin è stato interrogato nel carcere di San Giorgio dal giudice delle indagini preliminari Riccardo Nerucci alla presenza del legale d’ufficio Lorenzo Borghesi. Il richiedente asilo, che si trova da due anni a Lucca ospite prima della Croce Rossa e ultimamente di una struttura protetta a San Vito, si è avvalso della facoltà di non rispondere su consiglio dello stesso legale che deve ancora prendere visione degli atti. Il giovane parla inglese (durante l’interrogatorio di garanzia le parti sono state assistite da un’interprete) ed è parso particolarmente provato. Nella sua permanenza in Italia non ha mai avuto problemi di sorta con la giustizia. Da un lato deve capire le dinamiche del procedimento penale, dall’altro - in virtù di retaggi culturali completamente differenti - deve comprendere di aver commesso un gravissimo reato contro la persona. In Africa, Klentin ha lasciato tutti gli affetti: in particolar modo una moglie e due figli. Il suo legale nei prossimi giorni tornerà a trovarlo in carcere per capire meglio la dinamica dell’accaduto visto che il giovane vuole difendersi dalle accuse e rispondere, a tempo debito, con una propria versione dei fatti. Non è da escludere quindi che già la prossima settimana il legale del ventenne chieda un nuovo interrogatorio al gip. Al momento resta l’accusa gravissima di tentata violenza sessuale con la vittima che è stata costretta a farsi medicare (15 giorni di referto) al pronto soccorso del San Luca per le botte ricevute dal connazionale nel tentativo di costringerla ad esaudire i suoi desideri morbosi. A salvarla, dopo che alcuni passanti avevano assistito alla scena avvenuta non troppo distante dalla sortita di San Frediano, una pattuglia della volante giunta sul luogo bloccando l’aggressore. —

Luca Tronchetti

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca