La manifestazione
Truffa al Brico Center con i documenti falsi
Con la stessa tecnica usata per l’esercizio di S. Concordio raggirati decine di centri commerciali in tutta Italia
Si sono avvalsi della carta d’identità, dei dati anagrafici, della sua busta paga di dipendente della Zecca dello Stato, sostituendo la sua foto tessera con quella di un’altra persona e con quel materiale hanno fatto il giro d’Italia truffando centri commerciali in Toscana, Emilia, Marche, Lazio, Lombardia, Liguria e Piemonte. In quel modo hanno acquistato, attraverso un finanziamento Findomestic (parte lesa nella vicenda), merce di vario genere per importi che variano dagli 800 ai 1200 euro. Oltre 20 gli esercizi commerciali turlupinati tra ipermercati Coop (Ancona, Rimini, Treviso, Ferrara, Bologna, Alessandria, Novara, La Spezia, Brescia, Piacenza, Milano e Cremona), supermercati (Pam Panorama a Latina) e aziende di giardinaggio (Leroy Merlin a Campi Bisenzio e Brico Center a San Concordio) con un bottino superiore ad oltre 20mila euro.
DUE DENUNCIATI
Nei guai una coppia di romani - uno attualmente detenuto per altra causa nel carcere di Rebibbia - rispettivamente di 45 e 55 anni accusati di sostituzione di persona, uso di atto falso, truffa e possesso e fabbricazione di documenti falsi.
Nei loro confronti c’è un inchiesta partita dall’autorità giudiziaria capitolina che poi ha inviato per competenza territoriale i fascicoli legati alle truffe perpetrate nei vari comuni italiani.
BRICO RAGGIRATO
Alla fine del 2017 si presenta al Brico Center di San Concordio un individuo - risultato poi essere uno dei due romani indagati - che munito di tutta la documentazione richiesta per un finanziamento Findomestic (busta paga, carta d’identità, dati anagrafici) acquista un climatizzatore con pompa di calore del valore di 1.197 euro attraverso 24 comode rate da 54,70 euro. Fotocopiati tutti i documenti versato il primo acconto la commessa consegna il climatizzatore al cliente. Un mese dopo un dipendente della Zecca riceve una telefonata da un operatore della società di finanziamento «Findomestic» della sede di Firenze che lo informa di un finanziamento chiesto da lui per l’acquisto di merce al Brico Center di Lucca. L’impiegato cade dalle nuvole, nega l’ordine d’acquisto e recandosi nella sede romana della finanziaria prende visione dei documenti. Scopre che la firma è falsa e la foto di un’altra persona. Da lì parte la denuncia alla polizia. E iniziano le indagini. Oltre a quella dell’impiegato altri documenti di ignari cittadini sono stati falsificati. —
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