Il dolore
Asl: «È stato scelto il percorso più adeguato»
LUCCA. Replica dell’Asl sul caso delle cure intermedie rifiutate a una donna di 83 anni: «La vicenda è stata gestita dal personale dell’azienda in stretta correlazione e sempre in accordo col medico curante della persona che, è bene ribadirlo, è il responsabile clinico di un caso dopo la dimissione. In base alle condizioni dell’utente, dimessa dalla struttura ospedaliera in quanto in condizioni stabili, si è ritenuto che il percorso più adeguato fosse quello del rientro a domicilio e della presa in carico da parte di un’equipe composta da fisioterapista, infermiere professionale e operatore sociosanitario. Questo anche per garantire alla paziente una quantità maggiore di sedute fisioterapiche e quindi un più rapido recupero a seguito dell’intervento di protesi effettuato in ospedale. Questo “pacchetto” di interventi è stato disdetto dal figlio della donna, che ha preferito l’attivazione, già effettuata, di un percorso ambulatoriale per il recupero riabilitativo della madre».
«Il rifiuto del figlio della paziente – chiude la nota dell’azienda sanitaria – di una valutazione da parte dell’Acot, l’Agenzia di continuità ospedale territorio, non ha inoltre permesso neppure la possibile rivalutazione del caso e quindi anche l’eventuale inserimento della donna in cure intermedie». —
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