Sicurezza
Allarme per il cimitero monumentale Roghi “tossici” nel campo nomadi
Incuria e abbandono in questa zona del quartiere: «Bimbi che frequentano il campo Coni costretti ad allenarsi al chiuso»
«Il cimitero di Sant’Anna è tutto in malora ed è così da anni». È indignata Lucia Alderotti: non riesce a spiegarsi come mai un luogo sacro, nel quale il dolore di chi ha perso i propri cari dovrebbe trovare un minimo di pace, sia così trascurato e logoro. Un cimitero monumentale che ormai da diverso tempo si tiene in piedi, almeno in alcune aree, solo grazie a dei robusti sostegni: puntellature ma anche transenne che limitano l’accesso alle zone più antiche e suggestive di quello che è considerato il “ Père-Lachaise” lucchese. Cappelle adornate di statue e affreschi: un patrimonio storico e artistico che rischia di andare perduto se l’intervento di recupero non arriverà in tempi brevi.
Un intervento complessivo che però ha un costo stimato enorme: sei milioni di euro. Qualche arcata è stata sistemata da quando nel 2013 la struttura cominciò a mostrare la sua fragilità obbligando il Comune a limitare l’accesso ad alcune aree. Ma tanto resta ancora da fare. «Mi capita spesso di vedere tanti turisti che vengono al cimitero monumentale di Sant’Anna per fare le fotografie - aggiunge la signora Alderotti durante la tappa di ieri di Caffè Tirreno alla Caffetteria dell’Angolo di Sant’Anna - e mi chiedo come mai non si faccia nulla per provare a tenere in modo decoroso il camposanto. Lo tengono in ordine solo in occasione delle festività di Ognissanti: per tutto il resto dell’anno il cimitero è sporco e le poche volte che vengono a tagliare l’erba poi non hanno nemmeno il garbo di portarla via. La spargono un po’ dappertutto per camuffarla».
Lucia Alderotti tra l’altro aggiunge anche che lei «si occupa personalmente di gestire e curare il prato sulla tomba del marito e che spesso col rastrello si ritrova a dover spostare l’erba lasciata lì dagli addetti. «Bisognerebbe davvero fare qualcosa per il cimitero perché tenerlo così è un peccato», conclude Alderotti. Una segnalazione che si somma alle tante che in questi anni hanno trovato spazio sul Tirreno e che riguardano non solo l’incuria e il degrado della parte interna del cimitero ma anche di quella che si trova immediatamente fuori. Lungo il muro di cinta del camposanto infatti, sono spesso stati abbandonati rifiuti di ogni genere, senza alcun rispetto per l’ambiente.
A descrivere la situazione attuale di questa parte del quartiere ci pensa Riccardo Giannotti, che vive e lavora a Sant’Anna.
«Il cimitero è nel degrado più completo - ha detto - è del tutto abbandonato. Poi c’è la questione del campo nomadi che si trova poco lontano. Io non ho nulla contro la loro presenza però c’è un problema: spesso infatti, accendono dei fuochi e bruciano materiali come plastica e gomma che sprigionano fumi tossici. I bambini che si allenano al campo Coni, che si trova lì accanto, sono costretti a spostarsi all’interno per non respirare questo fumo. Non mi pare una cosa tanto regolare». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
