Il Tirreno

Lucca

i commenti 

Petretti (Pd): «Mancano operatori di radiologia» Per Bindocci è un fallimento

G.P.
Petretti (Pd): «Mancano operatori di radiologia» Per Bindocci è un fallimento

Il medico e consigliere Di Vito sottolinea il problema  dell’appropriatezza degli esami e propone di rivolgersi ai medici in libera professione

2 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. «Quello delle liste d’attesa è un problema annoso che riguarda tutta l’Italia, non solo Lucca. Pensi che per l’Istat è uno dei motivi per cui gli italiani si curano meno che in passato». Cristina Petretti, medico e vicepresidente della commissione Salute del Comune, avendo lavorato nel settore conosce a fondo la questione: «Il problema delle attese è legato alla dotazione organica – dice – In alcuni settori, ad esempio i tecnici di radiologia, c’è carenza: non se ne trovano a sufficienza e questo rallenta l’offerta. Poi c’è un problema culturale che riguarda sia il modello attuale del sistema sanitario sia l’appropriatezza di determinati esami. Sono due questioni su cui occorre fare delle riflessioni. Per quanto riguarda i costi delle prestazioni nel pubblico, a breve uscirà una delibera della Regione che rivede il sistema di pagamento basato sui ticket per fasce di reddito».

Un altro parere qualificato è quello del dottor Alessandro Di Vito, medico del 118, e consigliere comunale di SìAmo Lucca: «La questione è centrale – spiega Di Vito – A mio avviso bisognerebbe distinguere tra i vari tipi di esame: un’ecografia dell’addome, ad esempio, andrebbe fatta al massimo entro un paio di giorni perché può rivelare problemi seri all’appendicite, al pancreas o ad altri organi. Al contrario una ecografia dei tessuti superficiali dovrebbe essere a pagamento per tutti perché non è un esame prioritario. Questo è un tema che riguarda l’appropriatezza di determinate prestazioni: sarebbe opportuno ridare un ruolo clinico e preventivo al radiologo. Inoltre – prosegue Di Vito – ritengo che si debbano stipulare accordi con i medici che operano anche in libera professione per dirottare su di loro, nei giorni di bassa occupazione, parte del carico delle liste d’attesa, facendo pagare la differenza all’Asl».

Massimiliano Bindocci, capogruppo del Movimento 5 Stelle, non ha dubbi: «L’indagine del Tirreno – dice – non fa altro che raccontare il fallimento di un modello di sanità pubblica. Il diritto alla Salute non è più universalmente garantito e chi può ricorre al privato. Inoltre, credo che procedure e attività di molte strutture a pagamento meriterebbero maggiori approfondimenti. Tutto il sistema andrebbe rivisto ma finché i direttori generali delle Asl saranno di nomina politica dubito che si riuscirà a risolvere i problemi». —

G.P.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Proteste

Sciopero della scuola e dei trasporti venerdì 16 ottobre: le fasce garantite e i motivi della protesta

di Redazione web