Il dolore
Pubblico e privato, sui tempi non c’è gara. Ecografie ed esami sangue: prezzi vicini
Lucca, Tac e risonanze sono le prestazioni in cui rivolgersi all’Asl è ancora conveniente ma le attese sono di mesi
LUCCA. «Macché aspetti? Vai in una struttura privata: ti fanno subito l’esame e più o meno spendi uguale». È una frase che si sente ripetere spesso nei bar, in farmacia o al Cup. Dove c’è un cittadino che si lamenta dei tempi biblici della sanità pubblica, subito salta fuori qualcuno a suggerire la “scorciatoia” del privato. Per capire quanto ci sia di vero il Tirreno ha messo a confronto Asl e strutture a pagamento su costi e tempi di alcuni degli esami più comuni.
Sulla celerità ovviamente non c’è gara: tutti (o quasi) gli esami in tabella nel privato possono essere effettuati nell’arco di 2-3 giorni. Nel pubblico, invece, le attese sono spesso infinite: si va dai 231 giorni per un rm muscolo scheletrica, ai 3-4 mesi per le tac, fino ai 132 giorni per la mammografia. Occorre però segnalare che l’azienda ha molto migliorato il quadro: fino a settembre per fare un’ecografia dell’addome bisognava attendere 110 giorni, mentre ora siamo a 13. Proprio su ecografie, Moc, elettrocardiogramma, analisi di sangue e urine la differenza di costi tra pubblico e privato tende ad assottigliarsi fin quasi a scomparire per i redditi sopra i 70mila euro, che in alcuni casi trovano nel privato anche la convenienza.
Del resto le strutture che effettuano tac, risonanze, ecografie o semplici esami del sangue non mancano: la clinica Barbantini in via del Calcio; la Casa di Cura S. Zita; il Check-up di via Romana; il centro medico D33 di via dei Salicchi, gli studi medici Esculapio di San Concordio che hanno anche una succursale (Esculapio Donna) in via di Vorno a Guamo; il centro medico Martini ancora sulla Romana e il centro analisi Lamm in via Cavalletti. L’offerta, dunque è ampia come si può vedere dalla tabella in alto dove sono riportai tempi e costi di ciascun esame.
Per quanto riguarda l’azienda sanitaria, occorre una precisazioni: ogni esame ha un costo fisso (per tac e risonanze, ad esempio, è di 38 euro) a cui si aggiunge il ticket modulato sulla base del reddito. Rimanendo a tac e risonanze, chi ha un reddito fino a 36mila euro paga solo i 38 euro di costo fisso; se invece il reddito è compreso tra 36mila e 70mila euro bisogna aggiungere 10 euro; se si va sopra i 70mila l’aumento è di 24 euro; infine per chi scavalla i 100mila il rincaro è di 34 euro. In più, per le prestazioni di diagnostica per immagini bisogna aggiungere il contributo di digitalizzazione di 10 euro, quello che ci permette di portare a casa il dischetto con l’esame (per un massimo di 30 euro l’anno). Quindi tac e risonanza, dai 38 euro iniziali, possono arrivare a 58, 72 o 82 euro a seconda del reddito.
Per queste due prestazioni, che sono tra le più costose, il pubblico continua a essere conveniente, in particolare se si ha un reddito sotto i 70mila euro (58 euro di spesa) Se si va sopra, si può iniziare a guardarsi in giro: il centro medico Check-up, ad esempio, offre la tac a 95 euro (che diventano 154 se effettuata con mezzo di contrasto) e c’è uno sconto del 6% per chi prenota online.
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