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Il rosario con i noccioli anche a papa Francesco

Emanuela Ambrogi
Il rosario con i noccioli anche a papa Francesco

La nuova sfida di Graziano Serafini che lavora i semi delle olive. Un esemplare chiesto dal vescovo

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LUCCA. Anche Papa Francesco e il vescovo di Lucca hanno il rosario realizzato con noccioli di oliva da Graziano Serafini, 70 anni, pensionato con la passione della meccanica, artista a tutto tondo, uomo “dal multiforme ingegno” e con una incredibile manualità. Dopo la creazione di modellini in legno di mulini a vento e dopo essere entrato nel Guinness dei primati con la sua draisina (una sorta di bicicletta) in legno, Serafini si dedica ora alla realizzazione di rosari con noccioli di piante varie.

Chi lo conosce bene sa che non sta mai fermo questo pensionato che da sempre stupisce con le sue iniziative e le sue idee. Realizzazioni che lo hanno portato a programmi televisivi e a servizi e interviste da parte della stampa e sui social. In particolare quando ha raggiunto il record di velocità sul miglio (5 minuti e 29 secondi) con la draisina in legno, senza pedali, costruita con le sue mani. Ora è passato alla realizzazione dei rosari. «Partecipo ogni anno ai presepi viventi che vengono realizzati nei nostri paesi - dice Serafini -. A ogni edizione cambio allestimento e ripropongo i lavori che mio padre Pietro faceva manualmente già negli anni Cinquanta, la sera, a veglia, per arrotondare le entrate del mese. Alcuni li ricordo perché da ragazzo davo una mano, volevo aiutare e imparare; altri li ho dovuti ristudiare facendo ricerche con i miei cugini più anziani. Conservo ancora gli utensili che usava mio padre, ho ereditato da lui e da mia madre questa grande manualità. Ho anche esposto un rosario realizzato da mio padre nel 1940».

Ora ha riproposto la costruzione di rosari realizzati con noccioli di olive opportunamente trattati e preparati con varie procedure che suo padre aveva imparato da un francescano questuante. Ha poi ampliato la ricerca provando e utilizzando altre bacche e noccioli vari: corniolo, ciliegia, susina, ruscus aculeatus, prugna, mais lauro ed altri ancora. «Mi sono potuto avvalere - aggiunga - della collaborazione del personale del Giardino Botanico di Lucca e lì ho potuto raccogliere alcune bacche bellissime e i noccioli di "melia azedarach", conosciuta come l'albero dei rosari. Ora sto provando a lavorare anche i noccioli del "sapindus mukorossi ( albero del sapone)». Anche l’arcivescovo, monsignor Italo Castellani, gli ha chiesto un rosario. «L'ho realizzato in nocciolo di oliva rilegato di ottone. Ho potuto donare un altro rosario uguale a questo anche a Papa Francesco. Appena arriverà l'estate ho intenzione di lavorare con la graminacea conosciuta come Lacrime di Giobbe». —

Emanuela Ambrogi

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