Il Tirreno

Lucca

commercio 

Incaba chiude e si trasferisce a Camaiore

Incaba chiude e si trasferisce a Camaiore

San Concordio, dopo 14 anni giù i battenti al grande negozio di giocattoli, ora in mano a Preziosi

2 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. L’addio è delegato a un foglietto preparato al computer e appiccicato alla porta di ingresso: il negozio Incaba di San Concordio, accanto al Brico, ha chiuso i battenti con il nuovo anno e tutta l’attività è stata spostata alla casa madre a Camaiore. . Incaba è un nome importante per generazioni di bambini - versiliesi e lucchesi. Fu la famiglia Paoli, a dare il via all’Industria camaiorese dei balocchi (da qui il nome) a metà degli anni Cinquanta, con un laboratorio nel quale venivano prodotte bambole di pezza. La svolta ci fu nel 1987, quando i fondatori realizzarono l’enorme punto vendita sulla provinciale che collega Lido con Camaiore.

Poi, nel 2005, l’espansione con la decisione di aprire un nuovo punto vendita nel capoluogo, a due passi dall’Esselunga di San Concordio. Un’area di 900 metri quadri con giocattoli, videogiochi e articoli per la prima infanzia. Gli affari sono andati bene per diversi anni, fino all’arrivo della crisi economica e al contemporaneo svilupparsi delle piattaforma di vendita online, Amazon su tutte. Il peggioramento degli affari, circa cinque anni fa, mise seriamente in difficoltà l’azienda che si trovò sul punto di dover chiudere i battenti e licenziare qualche decina di dipendenti.

Alla fine la soluzione arrivò, nel 2015, con il passaggio dei punti vendita al gruppo Giochi preziosi, il maggiore nel campo dei giocattoli in Italia, fondato da Enrico Preziosi, patron anche del Genoa calcio. Non fu un passaggio indolore, con un dimagrimento di 22 dipendenti fra i due punti vendita. La Preziosi è anche titolare della catena Toy Store, che ha un grande negozio a poche centinaia di metri in linea d’aria da Incaba a San Concordio. Ed è probabile che la decisione di chiudere il punto vendita lucchese sia dovuto proprio alla scelta di non “pestarsi i piedi” fra due negozi della stessa famiglia. Comunque sia, un pezzo di storia che finisce. —

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa