Sicurezza
«Il concerto? Doveva farlo D&G Andremo alla Corte dei conti»
Il capogruppo 5 Stelle in commissione controllo e garanzia attacca il sindaco «Convenzione col Summer violata, l’evento organizzato dal teatro del Giglio»
LUCCA. «Quello spettacolo avrebbe dovuto organizzarlo e pagarlo la D’Alessandro & Galli, come prevede la convenzione. Ci rivolgeremo alla Corte dei conti». È questo in sintesi quanto detto dal capogruppo del Movimento 5 Stelle Massimiliano Bindocci al termine della commissione controllo e garanzia, convocata ieri a palazzi Santini su richiesta dell’esponente pentastellato. Obiettivo della riunione: far luce sulla paternità del concerto pucciniano andato in scena il 27 luglio in piazza Napoleone a conclusione del Summer festival. Secondo Bindocci, che non critica la qualità dell’esibizione che ha visto protagonista il maestro Beatrice Venezi con oltre 4mila spettatori, ma quell’evento avrebbe dovuto essere organizzato e pagato dalla D’Alessandro & Galli.
Accusa e difesa
«La convenzione stipulata tra il Comune e la società che organizza il Summer prevede che ogni anno quest’ultima curi a sue spese un concerto promozionale della città con un biglietto del costo massimo di 5 euro – In questo caso, invece, l’evento gratuito è stato organizzato dal Teatro del Giglio. Per questo ho chiesto la convocazione della commissione a cui peraltro si è presentato tutto lo stato maggiore dell’amministrazione, con il sindaco Alessandro Tambellini in testa. È stato proprio il primo cittadino – racconta Bindocci – ad ammettere che c’è stata una “contravvenzione” al contratto. Ma a detta sua “una contravvenzione finalizzata a realizzare qualcosa di migliore”». Vista la spinta per realizzare un concerto pucciniano di alto valore, l’amministrazione si sarebbe presa la responsabilità di affidare l’organizzazione al Teatro del Giglio anziché al Summer, che aveva altro in programma. Il fatto che ci fossero degli sponsor disposti a finanziare l’evento ha reso il tutto più semplice.
La questione di costi
In commissione è stato chiarito che il concerto è costato complessivamente 31.870 euro, di cui circa 28mila sono stati coperti dagli sponsor. «Ma c’è stato – spiega Bindocci – un rimborso di 7mila euro alla D’Alessandro e Galli per il prolungamento di un giorno del festival (finito il 27 luglio anziché il 26, ndr) con il conseguente allestimento e la gestione della piazza. Su questi aspetti e sul perché l’organizzazione è stata presa in carico dal Giglio, che a questo punto dovrebbe essere pagato da D&G, ci rivolgeremo alla Corte dei Conti – prosegue Bindocci – Il sindaco ha ammesso che c’è stata una contravvenzione al contratto ma certe decisioni non si possono prendere arbitrariamente e senza renderle pubbliche. Se c’è un contratto va rispettato altrimenti se ne scrive un altro». —
G.P.
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