Sicurezza
Anziani in rivolta per il megarincaro dell’abbonamento degli autobus Ctt
La soppressione della Carta argento fa lievitare i prezzi Il Comune cerca risorse per calmierare il salasso
LUCCA. L’anno 2019 è partito con una raffica di telefonate in redazione, tutte inerenti lo stesso tema: il mega rincaro (fino al 600 per cento!) degli abbonamenti dell’autobus. Non è una novità (la variazione risale al 1° luglio), ma molti anziani l’hanno scoperto in questi giorni perché sono andati a rinnovare l’abbonamento.
La rivolta degli anziani
Qui hanno avuto la brutta sorpresa, come testimonia la signora Alessandra Gilli, 72 anni, pensionata ma un tempo dipendente delle Poste in Fillungo. «Mi è scaduto l’abbonamento il 31 dicembre e sono andata alla biglietteria di Vaibus (ora Ctt, ndr) per rinnovarlo. In qualità di possessore della Carta argento finora pagavo 50 euro per l’annuale urbano, l’altro giorno invece mi hanno chiesto 260 euro o addirittura 310 se superò una certa soglia Isee. Ma stiamo scherzando! – sbotta la signora – Sono rincari assurdi, fuori da ogni logica. Avrei potuto capire se avessero chiesto 100 euro, ma così è davvero troppo. E non sono la sola a pensarlo: in biglietteria c’erano altre signore, tutte molte agitate. Possibile che una pensionata che non possiede l’auto e prende l’autobus per andare in ospedale, in centro o a fare compere al mercato debba spendere queste somme?».
La sinistra dov’è?
La signora Gilli è un fiume in piena e come detto non è stata la sola a segnalare il problema, di cui peraltro ci siamo occupati anche a luglio e a ottobre. «Stamani c’era una manifestazione in piazza Grande dei pensionati per il mancato adeguamento Istat – dice la signora Gilli – Qui si colpiscono continuamente gli anziani ma non ci si rende conto che siamo noi il vero welfare del Paese: se ci tolgono i soldi che abbiamo voglio vedere chi aiuta le famiglie dei nostri figli e nipoti. Il centrosinistra resta in silenzio e poi si lamenta di perdere voti. Ma del resto non c’è da meravigliarsi: i politici, anche quelli locali, la circolare non la prendono mai».
Ricapitoliamo l’accaduto. In estate è arrivato il tariffario unico della Toscana: in pratica la Regione ha deciso di fare pulizia nel variegato mondo del trasporto pubblico locale, semplificando le tariffe e unificando le proposte dei vari gestori. Tutti i servizi urbani dei capoluoghi ora hanno lo stesso costo e anche l’extraurbano è stato uniformato in tutto il Granducato. Bene, verrebbe da dire. Senonché tra le cose sparite c’è anche la Carta argento, citata dalla signora Gilli. Prevista dal contratto di gestione del servizio stipulato nel 2005, ora non è più valida. Permetteva ai residenti della Provincia di Lucca con oltre 70 anni di età di acquistare abbonamenti a prezzi ultra agevolati: l’urbano a 50 euro, l’extraurbano a 80. Ne hanno usufruito oltre 1.600 persone.
La difesa
Ctt, da cui peraltro non dipende il rincaro, ha più volte replicato che la Regione ha preferito inserire agevolazioni per reddito Isee invece che per età: «C’è inoltre una “bigliettazione agevolata” per gli over 65 con pensioni di importo fino al 25% superiori alle minime, che sono la maggior parte. In questo caso pagano 62 euro». Ma la platea che può usufruire di questa cifra maxi scontata è molto più ristretta dei 1.600 ex Carta d’argento che ora sono sul piede di guerra. Vero è che i 50 euro che si pagavano a Lucca sono un unicum in Toscana. Il Comune sta monitorando la situazione: c’è la possibilità che con la prossima variazione di bilancio (prevista entro primavera) si liberino risorse per calmierare gli aumenti. Qualcosa del genere ha fatto Livorno, dove peraltro l’abbonamento annuale anche con le nuove riduzioni costa 224 euro anziché 260. Di certo non si tornerà più alla situazione precedente.—
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