Il Tirreno

Lucca

Caso Pirogassificatore  

Refendum sull’impianto Il giurista dà ragione al comitato La Libellula

N.B.

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BARGA. Un coinvolgimento popolare attraverso un referendum consultivo sul pirogassificatore o, nella peggiore delle ipotesi, un percorso che coinvolga la gente di Barga e dintorni. Il Comitato La Libellula ha investito Emanuele Bellini, giurista e difensore civico, di fornire un parere legale sulla vicenda. E stando alle conclusioni gli estremi per un appuntamento con le urne, Costituzione alla mano, ci sarebbero tutti: «Le decisioni che riguardano il rispetto dell’ambiente, della salute e della vita, non possono essere rimesse dall’ordinamento solo alla responsabilità di alcuni soggetti – si legge nel documento ufficiale – ma fanno parte di quei cosiddetti “diritti partecipativi” che risalgono ai principi fondanti la Repubblica, dove tutti i cittadini hanno un ruolo non secondario. La materia è particolarmente ricca di tecnicismi, ma il principio filosofico-giuridico che sovraintende tutto l’argomento è che i cittadini, sia singoli che in formazioni sociali come fondazioni, associazioni, comitati, movimenti hanno diritto a contribuire alle scelte amministrative del loro territorio, senza se e senza ma. Nessuna delega in bianco, quindi, a istituzioni pubbliche o private».

Un parere che supporta le tesi dei comitati, e disegna anche l’iter: “La Convenzione di Århus del 1998, ratificata dall’Italia, in materia di partecipazione del pubblico in materia ambientale, prescrive sia il diritto all’informazione della cittadinanza che l’opportunità di presentare eventuali osservazioni, informazioni, analisi o pareri da esso ritenuti rilevanti ai fini dell’attività proposta. Una partecipazione che fa discendere un obbligo per l’amministrazione a rendere conto, passo dopo passo, delle scelte che vengono prese e di coinvolgere, attivamente, la cittadinanza. Nella procedura di valutazione d’impatto ambientale il codice dell’ambiente, in Italia, ha recentemente previsto una partecipazione popolare sempre più proattiva e cooperativa. In altri termini il diritto all’ambiente salubre deve permettere alle garanzie partecipative di attivarsi quanto prima, per realizzare un “dialogo” fra tutti gli attori, con elementi tecnici su cui discutere e confrontarsi». —

N.B.

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