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Lucca

Carte bollate in consiglio comunale 

Bindocci sul piede di guerra: «Medito di adire le vie legali»

Bindocci sul piede di guerra: «Medito di adire le vie legali»

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LUCCA. Siamo alle carte bollate in consiglio comunale: dopo la querela di Claudio Cantini a Fabio Barsanti (risalente al settembre scorso) anche il capogruppo dei Cinquestelle Massimiliano Bindocci medita di adire le vie legali.

Il clima natalizio non è servito a ricucire i rapporti tra i membri dell’assise comunale dopo le ultime diatribe che hanno visto maggioranza e opposizione polemizzare aspramente. Tra i protagonisti di queste discussioni il capogruppo del Movimento 5 Stelle Massimiliano Bindocci: «Sia per l’assenza della maggioranza al consiglio straordinario sulla sanità sia per la mia espulsione da un recente consiglio comunale sto meditando di adire le vie legali – spiega – Riguardo il consiglio straordinario del 18 dicembre saltato per l’assenza “studiata” della maggioranza ho già fatto una segnalazione alla prefettura. Si tratta di un comportamento inaccettabile, una clamorosa violazione dei diritti della minoranza che ha in questo strumento l’unico modo per dettare l’ordine del giorno di un consiglio. Tale condotta è contestata da un noto parere del ministero è mina le basi del confronto democratico».

L’altro episodio su cui Bindocci è intenzionato ad andare per vie legali è relativo al suo allontanamento dall’ultimo consiglio comunale a seguito di una parolaccia che lui stesso ha pronunciato durante un intervento per “zittire” il brusio della maggioranza: «Mi sono confrontato anche con i vertici nazionali del Movimento – dice Bindocci – e sto valutando di tutelarmi nelle sedi opportune. Non c’è alcun regolamento che giustifichi quanto accaduto: l’allontanamento è ammissibile solo dopo un richiamo e nel caso che il consigliere “continui a turbare i lavori consiliari”. Niente di tutto questo si è verificato nel mio caso. Allontanare un rappresentante dall’aula in cui è stato democraticamente eletto è un fatto che non può passare sotto silenzio». —

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