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Autobus Ctt in ritardo protesta di un genitore: «Perse 35 ore di scuola»

Emanuela Ambrogi
Autobus Ctt in ritardo protesta di un genitore: «Perse 35 ore di scuola»

La corsa che parte da Fornoli alle 7,15 non arriva mai in orario Studenti rimproverati dai professori per colpe non loro

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Arrivano costantemente in ritardo a scuola, a causa dell’orario quasi mai rispettato della corsa Ctt, gli studenti che da Bagni di Lucca e frazioni montane devono raggiungere il liceo scientifico Vallisneri a Lucca. Una situazione che diventa incresciosa, con i docenti infastiditi per i continui ritardi e gli studenti che subiscono rimproveri per colpe non loro.

Lo fanno presente un gruppo di genitori, uno dei quali ha scritto una lettera al Ctt, segnalando il disservizio e chiedendo provvedimenti. «Mia figlia – scrive Aldo Lanini – insieme a molti altri studenti che da Bagni di Lucca si recano quotidianamente a Lucca per studio e che ogni mattina deve fare i conti con un increscioso problema: il bus della vostra azienda, quello che parte da Fornoli-stazione alle 7.15 e che dovrebbe arrivare a Lucca-viale Papi alle 7,58, purtroppo ogni mattina accumula un ritardo di circa 10 minuti. Cosa che potrebbe sembrare non gravissima, se il pullman non fosse utilizzato prevalentemente dagli studenti del Liceo Vallisneri di Sant'Anna. L’istituto apre alle 7.55 e dà inizio alle lezioni alle 8 precise. Pertanto ogni mattina gli studenti che arrivano da Bagni di Lucca entrano a scuola con un ritardo di 10 minuti».

A nome di tutti i genitori di questi ragazzi, Lanini chiede «che la questione venga affrontata e risolta nel migliore dei modi. In gioco non c’è soltanto il rispetto per chi paga profumatamente il servizio di trasporto, ma soprattutto il diritto allo studio di questi giovani. Facendo un conto approssimativo, 10 minuti per 208 giorni di scuola, fanno la bellezza di 35 ore di lezioni perse ogni anno. Inaccettabile».

Nei giorni passati dalla zona di Bagni di Lucca erano arrivate altre proteste per i pullman Ctt stracarichi e di dimensioni insufficienti per raccogliere tutta l’utenza della frazioni montane, con studenti e pendolari rimasti a piedi più di una volta. Tutto questo a fronte di rincari consistenti nei prezzi dei biglietti e degli abbonamenti che a maggior ragione rendono la situazione inaccettabile. —

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