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Pensioni e mancato adeguamento Istat taglio dell’assegno per 17mila lucchesi

La misura varata dal governo avrà effetto a partire dal prossimo anno: ecco quale sarà l’impatto sul territorio  

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LUCCA. Il taglio dell’adeguamento Istat per le pensioni sopra i 1.522 euro lordi al mese tocca il portafogli di 17.480 lucchesi. Questo, secondo i dati contenuti nei database dell’Inps, è il numero di cittadini che percepisce un assegno mensile al di sopra della cifra che il governo ha individuato come limite oltre il quale introdurre una progressiva riduzione dell’adeguamento delle pensioni all’aumento del costo della vita. Nel 2019 la rivalutazione Istat sarà dell’1,1% ma l'indicizzazione completa viene assicurata solo a chi percepisce un assegno fino a 1.521 euro al mese, ovvero fino a tre volte il minimo pensionistico Inps di 507,42 euro. Per chi va sopra questa soglia, sono previste sei fasce di tagli: l'adeguamento all'inflazione sarà pari al 97% dell’indice (quindi non del 100%) per gli assegni tra 1.522 e 2.029 euro (taglio del 3%), poi del 77% tra 2.030 euro e 2.537 euro (taglio del 23%), del 52% tra 2538 euro e 3042 euro (taglio del 48%), del 47% tra 3.043 euro e 4059 euro (taglio del 53%), del 45% tra 4060 euro e 4566 euro (taglio del 55%) e del 40% per gli assegni superiori a 4.566 euro (taglio del 60%).

Questo il meccanismo previsto dal governo, ma la domanda che tutti si fanno è quanto incide in euro e centesimi tutto ciò sulle tasche dei lucchesi: secondo le simulazioni effettuate dal Tirreno si va dai pochi euro per una pensione di 1.700 euro mensili (taglio del 3% ovvero 0,561 centesimi di euro) fino agli oltre 30 euro (taglio del 60%) su una pensione di 5.100 euro mensili. E il prelievo sarà ancora maggiore per i cosiddetti “pensionati d’oro”. Vediamo nel dettaglio quale sarà l’impatto sul nostro territorio.

I numeri

In provincia si contano 122mila pensionati con un importo medio di 834 euro al mese. I primi a essere toccati dal taglio dell’indicizzazione – ma anche quelli che ne sentiranno meno il peso – saranno coloro che percepiscono una pensione compresa tra 1.522 e 2.000 euro lordi al mese. In Lucchesia sono 9.823 (di cui 2.139 nel capoluogo) per loro la perdita media è compresa tra i 50 centesimi e i 5 euro. Il taglio diventa leggermente più cospicuo nella fascia tra i 2000 e i 2.500 euro al mese: qui si va dai 5 ai 6,30 euro in meno e se ne accorgeranno 3.790 pensionati della Lucchesia. L’adeguamento viene praticamente dimezzato nella fascia compresa tra i 2.500 e i 4.000 euro: sono 3.085 i lucchesi interessati, si tratta per lo più di professionisti, manager di grandi imprese e medici del servizio pubblico. Il 48% in meno di adeguamento vale dai 15 ai 25 euro al mese. Salendo ancora il taglio è doppio: oltre alla progressiva riduzione dell’adeguamento Istat (dal 55% al 40%) c’è da considerare il contributo di solidarietà per le cosiddette “pensioni d’oro” ovvero quelle che superano i 100mila euro lordi all’anno. In Lucchesia sono poche decine (appena 388 sono oltre i 5.000 euro, di cui 166 a Lucca) ma per questi benestanti pensionati la riduzione oscillerà tra le centinaia e le migliaia di euro al mese per un totale di almeno 15mila euro l’anno. —



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