Gioco
Una querela “amica”
agita il centrosinistra L’indagine dei carabinieri nasce da un esposto presentato da Cantini (Lucca Civica) contro Barsanti (Casapound)
La montagna ha partorito un topolino. Ma il topolino ha fatto prendere un grande spavento al centrosinistra lucchese.
Oggi si scopre che dietro alla convocazione ricevuta da sette consiglieri di maggioranza – che a inizio gennaio saranno ascoltati come persone informate sui fatti dai carabinieri della compagnia di Lucca – non c’è una clamorosa inchiesta giudiziaria avviata dalla procura o una segreta indagine su reati legati alla pubblica amministrazione. Non c’entrano neppure gli auguri di morte ricevuti dal sindaco su Facebook, il sequestro della cannoniera delle Mura e le questioni legate al canile di Pontetetto (su cui peraltro qualcuno ha messo gli occhi). A sollevare il calderone che da un giorno tiene in ambasce la maggioranza del sindaco Alessandro Tambellini (con crisi di pianto da parte di alcuni dei consiglieri convocati dai carabinieri) si potrebbe dire che è stato il fuoco amico.
Tutto parte dalla querela presentata a settembre da Claudio Cantini, capogruppo di Lucca Civica e membro della maggioranza, nei confronti del capogruppo di Casapound Fabio Barsanti. Durante il consiglio comunale di martedì 31 luglio, in cui andava in approvazione la variante urbanistica di Antraccoli, Barsanti pronunciò frasi che Cantini ha poi ritenuto meritevoli di querela, tant’è che qualche settimana dopo ha dato mandato al fratello Luca Cantini, avvocato, di presentare un esposto alla procura della Repubblica. All’epoca dei fatti, il capogruppo di Lucca Civica annunciò subito di voler adire le vie legali, ma col passare delle settimane in molti si sono dimenticati di quella diatriba. Così, quando due giorni fa sono arrivate le convocazioni dei carabinieri, in pochi le hanno messe in relazione a quell’episodio. Lo stesso Cantini ignora tuttora il collegamento tra i due fatti: «Sì – racconta al Tirreno –, ho dato mandato a un legale di presentare querela contro Barsanti. L’esposto risale a settembre e riguarda le dichiarazioni effettuate dal capogruppo di Casapound nel consiglio comunale del 31 luglio e ribadite nei comunicati pubblicati sugli organi di stampa. Le convocazioni dei consiglieri? Francamente non penso che siano legate alla mia querela». E invece si sbaglia: nasce tutto da lì.
Secondo le verifiche effettuate dal Tirreno, a seguito della querela presentata da Cantini la procura ha delegato i carabinieri di Lucca a svolgere le indagini e ad ascoltare alcuni dei consiglieri della maggioranza (Lucca Civica e Pd) presenti al consiglio comunale in cui avvenne il fatto. Al momento sono sette ma non è escluso che nelle prossime settimane possano esserne ascoltati altri. Anche della minoranza. In ogni modo nessuno di loro è coinvolto direttamente nella vicenda giudiziaria e non ha alcunché da temere. Possono tirare un sospiro di sollievo. Al momento non risulta che gli inquirenti abbiano acquisito i filmati e le registrazioni audio dell’assise del 31 luglio, ma il materiale è disponibile alla segreteria del consiglio comunale. Nessun reato inerente la pubblica amministrazione, dunque: così si sgonfia il caso che per un giorno ha tenuto in apprensione il centrosinistra, dove ci si interrogava senza costrutto sul misterioso oggetto della convocazione. —
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