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Lucca

Levedute di Lucca mai viste di Bellotto e le tele del Novecento su “L’artista bambino”

Paola taddeucci
Levedute di Lucca mai viste di Bellotto e le tele del Novecento su “L’artista bambino”

La Fondazione Ragghianti svela le sue grandi mostre del 2019 In uscita un volume. A breve una rassegna di documentari sull’arte 

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l’anteprima

Paola taddeucci

Uno dei più importanti quadri su Lucca e cinque disegni, sempre di soggetto lucchese, finora mai esposti. Tutti del veneziano Bernardo Bellotto, nipote del Canaletto e tra i maggiori vedutisti del Settecento. Queste e altre opere del grande pittore si potranno ammirare nella mostra “Bernardo Bellotto in Toscana” che la Fondazione Ragghianti allestirà da ottobre 2019 a gennaio 2020 nella sua sede di via San Micheletto.

Ne hanno dato notizia Paolo Bolpagni e Alberto Fontana, rispettivamente direttore e presidente della Fondazione, nel corso dell'incontro natalizio di venerdì 21 dicembre organizzato nella stessa sede. Occasione non solo per lo scambio di auguri, ma anche per annunciare alcune iniziative che si terranno nel nuovo anno. Tra queste la mostra dell'autunno-inverno, curata da Bozena Anna Kowalczyk, massima studiosa di Canaletto e di Bellotto, che dello zio fu allievo ed erede stilistico, riuscendo però a distinguersi con un proprio linguaggio espressivo. I cinque disegni arriveranno in prestito dalla British Library, la biblioteca nazionale del Regno Unito e una delle più importanti al mondo, dai cui archivi non sono mai usciti fino ad oggi. Appartenevano a re Giorgio IV, che li aveva acquistati e poi incollati in un album, dal quale verranno staccati per la prima volta per essere inviati a Lucca. Bellotto li realizzò nel 1740, periodo in cui viaggiò in Toscana, fermandosi a Firenze, Livorno e Lucca: in quest'ultima città ritrasse diversi luoghi intorno alla cattedrale e alla chiesa di Santa Maria Forisportam.

Anche l'altro quadro di soggetto lucchese – quello che maggiormente rivela il ruolo pioneristico di Bellotto nella pittura di veduta al servizio dell'aristocrazia toscana - è di provenienza inglese: raffigurante piazza San Martino, lo presta la York Art Gallery. Dell'artista veneziano l'esposizione presenterà, inoltre, alcune delle vedute di Firenze e un'opera che documenta la sua visita a Livorno.

Se per ammirare Bellotto bisognerà aspettare l'autunno, più ravvicinato, invece, è l'appuntamento con la prima mostra del 2019: “L'artista bambino. Infanzia e primitivismi nell'arte di primo Novecento”, in programma da marzo a giugno. Molti grandi artisti del nostro Novecento, tra i quali Balla, Carrà, Soffici e Rosai, a un certo punto dello loro ricerca sentirono l'urgenza di tornare bambini, reuperando nelle loro opere la freschezza e la libertà del disegno infantile. Questo ritorno al primitivismo percorse non solo l'Italia, ma tutta Europa. Fu proprio Carlo Ludovico Ragghianti, creatore della Fondazione, a sottolinearne l'originalità e l'interesse, ma il fenomeno non è mai stato approfondito in modo organico: la mostra intende colmare tale vuoto.

A proposito di Ragghianti, a gennaio la Fondazione pubblicherà un corposo volume dedicato alle esposizioni da lui organizzate e curate: trecento pagine che indagano il fondamentale lavoro dello storico e critico in questo campo. Le autrici sono Silvia Massa ed Elena Pontelli, studiose dell'Imt. Tra gennaio e febbraio, poi, si svolgerà la rassegna di documentari sull'arte, appuntamento ormai fisso dei primi mesi dell'anno. Il calendario è incentrato sull'arte contemporanea: quattro pomeriggi – 12, 19 e 26 gennaio, 2 febbraio – con focus su Duchamp, Andy Warhol, Marina Abramovic, Bill Viola e Maurizio Cattelan. —

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