Il Tirreno

Lucca

La Birroir si rinnova: punta sul territorio e lancia il prodotto bio

Nicola Nucci
Elisa Tealdi
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Elisa Tealdi

Il birrificio di Segromigno ha anche piantato un luppoleto in via sperimentale a San Colombano per la sua produzione 

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SEGROMIGNO. Una birra artigianale al 100% del territorio: questa la nuova scommessa di Birroir che ha rilanciato la sua produzione grazie a nuovi investimenti, che hanno permesso il rinnovamento della cantina e della linea produttiva nelle sede di Segromigno in Monte.

Del resto la scelta di legarsi al territorio è già nel nome che gioca un po’ col concetto francese di terroir usato in enologia. Territorio, da cui arriva gran parte delle materie prime usate: «Il birrificio sorge lungo la Via dell’Acqua ed è quest’acqua che sgorga dalle colline che utilizziamo per le nostre birre, e che arriva direttamente da una delle fonti rimesse a nuovo. Poi abbiamo piantato un luppoleto in via sperimentale a San Colombano e puntiamo ad averne uno tutto nostro», dice il birraio Gabriele Lorenzo. Intanto Birroir festeggia un anno dal suo rilancio, reso possibile anche da una nuova compagine sociale, con l’ingresso della G&D Food & Beverage. Della prima avventura, nata nel 2013 con un Dna al femminile, è rimasta Elisa Tealdi che continua l’attività nell’azienda come ambasciatrice del birrificio.

Tante le novità del marchio, a partire dalla collaborazione con l’istituto alberghiero di Montecatini. Al momento lavorano tre persone, e in futuro non sono escluse nuove assunzioni. «Abbiamo organizzato degustazioni e lezioni a cui parteciperà anche il sindaco di Capannori Menesini – spiega Marco Gonzadi della G&D che ha rilevato l’85% delle quote del birrificio – il prodotto era già lavorato molto bene sia in termini di qualità che di confezione, e ci siamo affidati a professionisti del settore. Ora lanceremo una birra totalmente “bio”, la prima in provincia e puntiamo a diffonderci nella catena hotel, ristoranti e bar».

In produzione sei tipologie di birre, «due di ispirazione belga, Isotta e Lalita – dice Elisa – che sono un po’ i cavalli di battaglia, e due di ispirazione inglese, Gigliola ed Ella. Abbiamo una stout fatta in collaborazione con la torrefazione lucchese Caffè Bonito, oltre, come detto, a una biologica e una “special edition” natalizia». «Tutte birre ad alte fermentazioni – ha aggiunge Gabriele Lorenzo – e con luppoli selezionati che presto saranno di origine locale, per ottenere sempre birre equilibrate e con un finale abbastanza morbido, per renderle piacevoli». —
 

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