Il Tirreno

Lucca

Dopo l’incendio Patrizia ritrova i suoi mille colori: «Non mi arrendo»

Federica Scintu
Dopo l’incendio Patrizia ritrova i suoi mille colori: «Non mi arrendo»

L’attività è in ginocchio ma la titolare trova la forza di reagire. E anche grazie ai social scatta una campagna di solidarietà

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LUCCA. È un mondo a colori quello di Patrizia. Non potrebbe essere altrimenti per una fiorista prima per passione che per necessità, abituata a essere circondata dal bello, dal meglio che la natura può offrire. Per un attimo però domenica scorsa, quando ha visto quelle imponenti fiamme devastare il suo “Fiordaliso”, negozio messo su con gli sforzi di una vita a due passi da casa, in via del Casalino a Capannori, il suo mondo si è tinto all’improvviso di bianco e nero. Il rogo che cancella il magazzino, l’incendio che si espande anche nell’area-vendite, le fiamme sul bancone in legno, un luogo magico che ha visto esplodere i sorrisi dei tanti clienti affezionati ma che ha anche “raccolto” le lacrime di chi di un fiore aveva bisogno per dire addio. Ma il bianco e nero per Patrizia Torre, 53 anni, è durato davvero un attimo. Non poteva permettere che il suo inguaribile ottimismo, che la sua voglia di donare serenità e conforto agli altri col proprio lavoro venisse meno. «È come dire a un pittore di smettere di dipingere - dice Patrizia - è impossibile».

Ed è da questa convinzione che la fiorista ha deciso di ripartire, di non arrendersi nonostante la sua attività sia stata messa in ginocchio. Non sarà facile rialzarsi e Patrizia lo sa ma dopo appena un giorno da quella notte in chiaroscuro, i fiori e i colori sono tornati a riempire casa Torre. «Non potevamo permetterci di stare chiusi per Natale - racconta Patrizia seduta nel divano del salotto della casa di mamma Lorenza - così ci hanno consentito fino a fine anno di vendere i fiori appoggiandoci in casa». Il salotto trasformato in una sala esposizione, con i fiori e i vasi ovunque, la sala da pranzo è lo spazio creativo in cui bouquet, confezioni natalizie e mazzi di fiori prendono forma e la camera da letto una sorta di magazzino in cui tenere da parte i materiali. All’ingresso il rosso delle stelle di Natale: la casa dei fiori profuma di gigli e rose ma anche di rinascita. Una rinascita sostenuta dagli amici più stretti (c’è chi le ha portato la trippa, chi la zuppa) ma anche da colleghi fioristi che Patrizia non l’hanno mai conosciuta, se non attraverso i suoi lavori, e che hanno organizzato una raccolta fondi online.

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«Dal 2011 mi sono iscritta su Facebook e pian piano ho cominciato a fare rete con gruppi del settore, come ad esempio “Fiorai d’Italia” e simili - racconta Patrizia mentre “scrolla” la bacheca del social network - grazie a questo strumento riesco a prendere ordini online e poi uso molto anche Whatsapp. IL giorno dopo l’incendio sono stata invasa di messaggi di sotegno. Un fiorista di Ventimiglia si è anche offerto di venire con quattro o cinque colleghi di venire a sistemare il negozio. Sono rimasta davvero colpita da tutta questa solidarietà». È indaffarata Patrizia quando la andiamo a trovare: tra notifiche “virtuali” e clienti che varcano la porta per chiedere un bouquet o una confezione natalizia dell’ultimo minuto il lavoro non manca.

Ma certo, il pensiero di non sapere se il negozio sarà recuperabile e quanto ci vorrà, eventualmente, per sistemarlo, la tengono appesa al filo dell’incertezza. Anche per quello che sarà il suo futuro. «Sto aspettando il referto dei vigili del fuoco - spiega - non credo che l’incendio sia stato doloso. Ci hanno detto che potrebbe essere stato un problema elettrico a scatenare l’inferno ma ora c’è da capire se anche la struttura è stata lesionata dalle fiamme. Io non le nascondo che conti alla mano potrebbero volerci anche 60.000 euro per sistemarlo e considerando che ho 53 anni non ne vale la pena». L’idea di Patrizia ora è quella di ripartire creando un punto d’appoggio in cui è possibile trovarla e poi di lavorare con altri fioristi. «Fiordaliso non muore, è speranza, è amore - conclude - la mia è una sfida nuova, sarò più libera ma sarà anche più impegnativo. Da bozzolo divento farfalla... ». 

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