Il Tirreno

Lucca

Di padre in figlia nel segno del design Emiliana Martinelli racconta Elio

Paola Taddeucci
Di padre in figlia nel segno del design Emiliana Martinelli racconta Elio

In un volume la storia di un’eccellenza lucchese. «Avrei voluto che questi riconoscimenti fossero arrivati quando era vivo» 

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IL LIBRO

Paola Taddeucci

Progettava quasi sempre guardando fuori dalla finestra. Dove incontrava via via il volo di rondini, nuvole, foglie, gabbiani o immaginava la vita e le forme di altre creature. Che trasformò in luci. Poetiche, ma nello stesso tempo essenziali, funzionali, geometriche e tecnicamente perfette. Tanto belle da resistere alle mode e diventare icone del design come, tra le altre, “Cobra”, “Nuvole vagabonde” e “Serpente”.

Quella di Elio Martinelli, fondatore di Martinelli Luce, è la storia di un'eccellenza lucchese nel mondo. A lungo dimenticata specialmente nella sua città natale, a ricordarla pensa la figlia Emiliana, architetto-designer e a capo dell'azienda dopo la morte del padre, scomparso nel 2004 a 82 anni. Una delle occasioni è arrivata proprio nel 2018 per il mezzo secolo di “Cobra” con la mostra a Milano e a Lucca organizzata in primavera da Emiliana e dal figlio Marco Ghilarducci, amministratore delegato dell'azienda.

È appena uscito, poi, il libro “Elio Martinelli e Martinelli Luce” curato dalla stessa Emiliana e recentemente presentato nello showroom di via Santa Lucia: pubblico numerosissimo e tanti interventi, tra cui quello del sindaco Alessandro Tambellini. Una partecipazione calorosa di cui Emiliana si dice molto felice, come di quella riscontrata durante la lunga preparazione del volume da parte di chi ha conosciuto Elio e si ricorda del suo lavoro. «Ma – aggiunge – mi avrebbe fatto più piacere se tutti questi riconoscimenti gli fossero stati tributati già nel passato. Li avrebbe meritati».

Considerazione che ha voluto inserire all'inizio del libro, nella dedica al padre, ribadendo in questo modo le dimenticanze che lo hanno accompagnato. Edito da Mondadori Electa, il corposo volume non ripercorre solo la straordinaria vicenda artistica, professionale e umana di Martinelli, ma racconta anche la nascita e lo sviluppo del design made in Italy dagli anni Cinquanta del 1900 ad oggi. La storia è completata dalle testimonianze di collaboratori e amici di Elio. Carismatico, designer innato che sapeva vedere al di là delle cose e delle persone, con una sensibilità fuori dal comune che gli permetteva di capire tanto le persone quanto il mercato, sbagliando raramente: così nel libro viene sintetizzata la grandezza e la modernità di Martinelli. Un mix di intuito, estro e progettualità – il suo – che gli ha consentito di arrivare ai vertici, partendo da una città totalmente fuori dal mondo del design del quale, peraltro, solo in pochi ne percepivano l'influenza e l'importanza. Rispetto al contesto culturale, perciò, il suo progetto è stato particolarmente avanzato e quella di Martinelli Luce una realtà anomala, al pari di poche altre aziende nate fuori dalla culla del design italiano, la Lombardia. Tutto cominciò negli anni Cinquanta in uno scantinato nel centro storico di Lucca, dove si accedeva attraverso una botola e una scala. Elio vi aveva creato il laboratorio per realizzare gli arredi che doveva fornire alla Cof, l'azienda con cui lavorava dopo aver abbandonato la scenografia, settore nel quale si era diplomato, a causa dell'improvvisa scomparsa del padre Plinio.

«Siamo nel Dopoguerra – racconta Emiliana nel libro – e non trovando tutto ciò che gli occorreva per arredare, pensò di progettare e produrre lui stesso alcune componenti dell'arredo, principalmente le lampade. Nel laboratorio c'erano solo un trapano, un piccolo tornio e un compressore per verniciare i prodotti». Qui presero forma tante idee geniali. «Mio padre – prosegue Emiliana – disegnava in continuazione, in casa o fuori, al ristorante, e su qualsiasi cosa, carta, pagine di giornali, tovaglioli. Voleva fermare quell'idea che in un momento particolare gli era scaturita da chissà quale stimolo». Dopo alcuni anni, grazie a un amico che gli prestò i soldi perché le banche gli avevano negato il credito, arrivarono i macchinari innovativi che contribuirono all'espansione dell'azienda e al suo trasferimento nella sede attuale, in via Bandettini. E anche qui, con gli anni, sono nate altre idee geniali. Di Elio, finché è stato in vita, e poi di Emiliana. Anche lei guardando spesso fuori dalla finestra, come suo padre. —

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