La protesta
Chiudono quattro agenzie bancarie. E per Bpm adesso è sicuro: sciopero
Scompaiono le filiali di Cr Pistoia e Lucchesia di Sant’Anna. San Concordio più una a Capannori. Mps uscito da via Roma
Razionalizzazioni e tagli anche nel sistema bancario locale: quattro agenzie sono nel mirino. Nell’ambito di un piano di riordino e accorpamento portato avanti da Intesa Sanpaolo (sarà attuato probabilmente tra febbraio e maggio 2019), stanno per sparire dal territorio tre agenzie col marchio Cassa di Risparmio di Pistoia e Lucchesia (gruppo Intesa Sanpaolo): la filiale al civico 323 di viale San Concordio chiuderà e sarà accorpata all’agenzia di Intesa Sanpaolo in viale Giusti 505. Stesso destino per la filiale di Cassa di Risparmio Pistoia e Lucchesia in viale Puccini 32, lo sportello di Sant’Anna: anche questo chiuderà a breve i battenti, per essere accorpato alla filiale di Intesa Sanpaolo della zona di Borgo Giannotti, con sede fisica in via delle Tagliate 252. La terza filiale di Cassa di Risparmio di Pistoia e Lucchesia in chiusura è quella in piazza Aldo Moro 54 a Capannori: sarà accorpata alla filiale di Intesa Sanpaolo in via Pesciatina 23/25, sempre in territorio capannorese. A queste chiusure eccellenti, a questo punto previste a stretto giro, si aggiunge l’agenzia di Mps (ex Banca Toscana) di via Roma, in centro storico a Lucca: ha chiuso i battenti pochi giorni fa, il 19 novembre, per essere accorpata all’agenzia dello stesso gruppo in piazza Bernardini.
Sportelli in estinzione
«Una tendenza comune del sistema bancario - commenta amaramente Carlo Moretti, segretario provinciale Fisac Cgil -: liberarsi di marchi storici locali per valorizzare il grande gruppo. Con questa strategia in questi anni il sistema ha espulso migliaia di dipendenti, seppure in maniera non traumatica: in Italia i bancari sono passati da 330.000 a 280.000 nell’arco degli ultimi dieci anni. Nell’ottica di una revisione del modello organizzativo, Banca Intesa è fra le più innovative. I sindacati lo dicono con forza da tempo che una parte di clientela continua a cercare il contatto con l’istituto di credito, mentre la riduzione delle filiali e dei dipendenti nelle filiali porta a un diverso rapporto col cliente. Gli incontri vengono programmati, non sono più allo sportello». E così, come ribadisce Moretti, «istituto bancario e clientela si allontanano. Si riduce la capillarità della rete: del resto il modello organizzativo eterodiretto ragiona poco sulle esigenze della clientela. Questo è il trend e le banche non ascoltano le nostre richieste». Come non bastasse, sulla riorganizzazione in corso nella Piana, potrebbe aleggiare lo spettro degli esodi: sottolinea Moretti infatti che «Intesa Sanpaolo ha attivato un piano di esodi quando ha acquisito le ex Venete. Accorpamenti e razionalizzazioni portano le banche a ridurre i numeri in organico».
E bpm sciopera
Fallito ogni tentativo dei sindacati di indurre Banco Bpm (in cui è confluita Cassa di Risparmio di Lucca Pisa e Livorno) a non cedere il ramo di azienda del recupero crediti. Un’operazione che riguarda in prima persona fra duecentocinquanta e trecento dipendenti in Italia, di cui diciassette in Toscana: di questi quindici lavorano a Lucca. «La conciliazione a Milano non ha dato frutti - spiega Andrea Monti, sindacalista della Fisac Cgil che segue la vertenza -. A questo punto a breve proclameremo la mobilitazione. Resta da decidere se lo sciopero sarà di una o più giornate». Pesa un’incognita sul futuro dei dipendenti coinvolti: se verranno al nuovo gruppo i sindacati chiederanno per loro clausole di tutela. Banco Bpm, con una nota di pochi giorni fa, ha comunicato di avere accettato l’offerta vincolante ricevuta da Elliott Intrnationale e Credito Fondiario spa, ai quali cederà un portafoglio di 7 miliardi di crediti. —
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