Il Tirreno

Lucca

caso pirogassificatore 

Appello del sindaco di Barga a firmare contro l’impianto

Nicola Bellanova
Appello del sindaco di Barga a firmare contro l’impianto

Marco Bonini invita a sostenere la raccolta promossa dalla Libellula  ribadendo la sua distanza dal presidente della Regione Rossi  

3 MINUTI DI LETTURA







. Le voci di una possibile “pax politica” tra Regione e Comune di Barga, entrambi a guida Pd, trova una drastica smentita. L’ipotesi di realizzare il pirogassificatore a Fornaci non solo trova la netta opposizione di Marco Bonini, ma addirittura il sindaco barghigiano si è messo idealmente a capo del fronte del “no al pirorigassificatore”, esortando i suoi concittadini a firmare la petizione organizzata dai volontari del comitato La Libellula: « Il movimento La Libellula sta raccogliendo le firme da presentare alle autorità preposte, Regione in primis, per dire no al progetto gassificatore, e sono già tantissime le firme. Ne sono state raccolte alcune migliaia ma si può fare di più per far sentire ancora più alto il dissenso del territorio verso il progetto così come è stato pensato. La raccolta delle firme avverrà fin verso il periodo di Befana e invito quindi a firmare nel corso dei gazebo e delle iniziative che il movimento La Libellula organizzerà sul territorio».

Una risposta diretta al governatore Enrico Rossi, col quale è in corso una diatriba con tanto di ricorsi straordinari al Presidente della Repubblica, e indiretta ad alcuni attivisti del fronte del no che accusavano le istituzioni di aver steso la cappa del silenzio sulla vicenda.

Bonini ha voluto ribadire la sua posizione, affinché in via bonaria Enrico Rossi rispetti la volontà della popolazione della Valle del Serchio, che questo impianto proprio non lo vuole: «Io non sono assolutamente d’accordo con quanto dichiara il presidente Rossi. Questa non è una decisione che si può prendere basandosi solo su dei parametri, ma lo si deve fare ascoltando invece la volontà di un territorio intero. Un progetto come quello in discussione non può e non deve in alcun modo essere calato dall’alto, ma deve essere invece deciso con un territorio che vuole certo il rilancio dello stabilimento di Fornaci e la difesa dell’occupazione, ma chiede di percorrere strade e soluzioni diverse».

«Oggi più che mai – chiude Bonini – il ruolo della politica e delle istituzioni deve essere determinante in questa vicenda per mediare le posizioni, per evitare le contrapposizioni deleterie tra un territorio intero e una fabbrica; territorio e fabbrica che invece possono procedere di pari passo ma studiando soluzioni condivise. In questo il ruolo di Regione e Ministeri deve e può essere fondamentale».

La tensione si taglia a fette, e sui social network le posizioni tra favorevoli e contrari si acuiscono, senza che gli esponenti politici entrino nel vivo della vicenda, tranne qualche eccezione. Quindi, ora, sopiti i dubbi dei vari comitati sulle volontà dell’amministrazione comunale, la palla passa di nuovo alla Regione, sulla quale grava il peso della scelta di una politica industriale che, in un modo o nell’altro, cambierà il volto della Valle. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web