Gioco
La musica degli allievi del Passaglia risuona nel campo di Auschwitz
Diciassette alunni di una quarta lanciano una raccolta fondi online per pagarsi un viaggio e diventare ambasciatori di pace
Chitarre e violini ma anche il clarinetto diventano strumenti di pace, in grado di spezzare il silenzio dell’orrore di Auschwitz. Sprigionano note cariche di speranza e permettono la diffusione di un messaggio che unisce il passato al presente lungo il sempre più fragile filo della memoria. Un filo che i ragazzi della 4ª M del liceo artistico musicale Passaglia tengono ben stretto, al quale si sono attaccati con le unghie e con i denti convinti che anche la loro musica possa essere utile a ribadire (e a ricordare) che gli orrori avvenuti nei campi di concentramento di non debbano più ripetersi.
E così, a 80 anni dalla promulgazione delle leggi razziali, guidati dalla professoressa di inglese, Lucia Marcacci, hanno tirato giù un progetto che culminerà con un viaggio di istruzione ad Auschwitz-Birkenau la prossima primavera. Un viaggio che prevede un concerto che gli stessi ragazzi terranno nell’area esterna del campo di concentramento; un viaggio che però ha anche dei costi importanti: un limite che gli studenti stanno cercando di arginare con una campagna di raccolta fondi su internet, lanciata circa un mese fa e accompagnata da un video di un minuto nel quale spiegano perché vogliono così tanto suonare ad Auschwitz. Al momento, grazie alle donazioni online, i ragazzi sono riusciti a racimolare 630 euro. «Ci stanno aiutando anche persone sconosciute - spiega la professoressa Marcacci - persone alle quali ci piacerebbe “restituire” qualcosa con un gesto, una volta che saremo lì. Diciamo che comunque il viaggio è già confermato e che non abbiamo bisogno di raccogliere tanti soldi perché hanno contribuito anche le famiglie. Però quello che arriva dal crowdfunding è comunque un sostegno importante». Il concerto nell’area esterna del campo di concentramento è previsto per il 3 aprile 2019. In quell’occasione i ragazzi della 4ªM che prenderanno parte al viaggio di istruzione si esibiranno suonando brani composti da loro ma anche musiche “scritte” da alcuni deportati durante il periodo di prigionia. «In questi mesi abbiamo studiato i testi di Primo Levi ma anche quello di uno scrittore francese, Thomas Saintourens, che racconta la storia del musicista Francesco Lotoro impegnato in questi anni a recuperare la musica composta nei campi di concentramento. Grazie al suo lavoro anche noi potremmo suonare alcuni brani nati proprio durante il periodo di prigionia di questi musicisti». Il progetto è però molto articolato e prevede anche altre iniziative dedicate alla memoria “spalmate” lungo tutto l’anno scolastico. «Una volta al mese c’è l’incontro con l’Anpi - aggiunge Marcacci - poi abbiamo invitato in classe un uomo di 97 anni che fu fatto prigioniero e portato a lavorare in Germania dopo l’armistizio il quale ha raccontato ai ragazzi la sua esperienza durissima». Un lavoro curricolare questo, come spiegano anche i ragazzi a corredo della campagna perché «si integra col programma di italiano e storia, con lo studio della musica e della lingua inglese, con la filosofia e lo studio del pensiero umano». Molto soddisfatta del progetto la dirigente del liceo musicale, Maria Pia Mencacci. «Questa non è una gita ma un viaggio di istruzione - dice - un percorso nei luoghi che hanno visto il sacrificio di moltissimi ebrei. Ho detto subito sì al progetto perché credo nell’alto valore della memoria storica come strumento per crescere e penso che questa esperienza sarà importante soprattutto dal punto di vista emotivo».
«È lapalissiano che queste cose non debbano più accadere - conclude Marcacci - ma il rischio che corriamo è che le nuove generazioni si allontanino sempre di più da chi ha avuto queste esperienze. Invece è bene che questo non accada». —
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