Il Tirreno

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trasporti 

Bus disastrati, la rabbia dei lavoratori delle cartiere «Non ne possiamo più»

Nicola Bellanova

Ritardi e temperature polari a bordo dei mezzi di Ctt, ci sono ripercussioni anche sulla produttività degli operai 

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BORGO A MOZZANO. Tutti (giustamente) pensano agli studenti e agli insegnanti che quotidianamente percorrono le strade della Valle a bordo dei bus di linea diretti nei vari istituti. Pochi, invece, si mettono nei panni dei tanti operai delle industrie cartarie e le fabbriche della zona, i quali vivono quotidianamente disagi e contraccolpi anche sulla produttività.

A sottolineare la vicenda, senza peli sulla lingua, è la Rsu dello stabilimento Lucart di Diecimo, dove si trova appunto una fermata specifica dei bus CTT per la tratta Piazza al Serchio - Lucca (via Castelnuovo) e viceversa. Sembra non aver fine l’odissea dei lavoratori che utilizzano il mezzo pubblico per raggiungere il posto di lavoro e tornare a casa.

Tra ritardi, malfunzionamenti e carenze varie, i problemi non mancano, e pur col buonsenso di tutte le componenti, si vive sempre sul filo del rasoio.

Per questo, le Rsu Lucart Group dello stabilimento in Mediavalle, denunciano gravi disservizi sui mezzi fatiscenti della Vaibus, l’ultimo dei quali la mancanza del riscaldamento nelle fredde mattine di dicembre: «Oltre il danno anche la beffa - dicono -, dopo i rincari del 30% sulle tariffe di trasporto della scorsaestate siamo costretti a viaggiare in condizioni e con dei mezzi al limite della decenza, per nonparlare dell’aspetto legato alla sicurezza».

Clamoroso l'ultimo episodio, avvenuto ad inizio settimana: «L’ultimo disservizio legato all’ utilizzo di mezzi senza il riscaldamento che ci costringe a viaggi di oltre un’ora col bus in partenza alle 4.30 da Piazza al serchio, nel turno di mattina e a temperature polari. Certe condizioni di viaggio non sono più tollerabili per chi usufruisce e paga regolarmente per l’utilizzo di un mezzo pubblico».

Anche perché i contraccolpi sulla salute degli operai è un costo per l'azienda: «Ma quello che è più sconcertante - continuano le Rsu - è sentire poi parlare con toni altisonanti di incentivare all’utilizzo dei mezzi pubblici per diminuire i rischi di infortuni in itinere, diminuire il traffico e l’inquinamento».

Ci sono tre corse dirette a Lucca che fermano, proprio in occasione dell'inizio turno (alle 6, alle 14 e alle 22) sotto la sede della Lucart e le altre cartiere dei dintorni, e sono sempre piene: «Si offre un servizio di questo genere altro che aumentare gli utenti, i pochi rimasti potranno considerarsi una razza protetta di eroi, tutti gli altri saranno costretti ad utilizzare il mezzo privato e non per propria scelta ma perché costretti da una gestione tanto scellerata quanto voluta».

Adesso non resta che attendere fatti concreti, perché la tratta è sotto l'occhio del ciclone da tempo. —

Nicola Bellanova

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