Toscana
Condannati gli aguzzini di Mario Son Sodo 5 anni in Appello per estorsione aggravata
Il tribunale di Lucca aveva optato per la circonvenzione d’incapace: confermate le statuizioni civili e la provvisionale
Non fu circonvenzione d’incapace come stabilito dal collegio giudicante del tribunale di Lucca, ma estorsione aggravata come aveva chiesto la procura della Repubblica. Ma come una delle regole principali della matematica, cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia. A cinque anni di reclusione venne condannata in primo grado la coppia che costrinse il popolare Mario Barsotti, al secolo «Mario Son Sodo», 68 anni, di Nozzano, a chiedere l’elemosina per poi prendergli i soldi e portargli via pure parte della pensione, e a cinque anni di reclusione sono stati condannati in Corte d’Appello (presidente Anna Maria Sacco) Ferdinando Fabbri, 48 anni e Monica Giulia Pieri, 56 anni, entrambi di Lammari e già indagati dalle forze dell’ordine per sfruttamento della prostituzione quando erano gestori del Felix Club a Segromigno in Piano. All’epoca dei fatti il pm Fabio Origlio aveva chiesto sei anni e mezzo nei confronti degli imputati. Ieri il sostituto procuratore generale ha chiesto una minima riduzione della pena che invece è stata confermata. Ed è stata confermata anche la statuizione civile: 25mila euro a titolo di provvisionale e 100mila come risarcimento danni. E i due imputati interdetti in perpetuo dai pubblici uffici. Quattro anni dopo la sentenza di primo grado per Mario Son Sodo arriva un’altra vittoria, quella decisiva, sancita da un altro tribunale italiano.
LA VICENDA
Era il primo luglio 2013 quando la squadra Mobile, allora diretta dal commissario Virgilio Russo, arrestò Fabbri in piazzale Verdi mentre Mario, appena riscossa la pensione, gliene consegnava la metà. Fondamentale si rivelò la collaborazione dell’investigatore privato Renato Bianchi mentre gli agenti agirono in borghese fingendosi turisti con tanto di macchina fotografica al seguito. Ad agevolare le indagini, la collaborazione della direttrice delle Poste di Nozzano, dei commercianti che ogni giorni vedevano Mario girare per le strade a elemosinare, dei lucchesi che a quell’anima candida vogliono un gran bene. Per l’accusa quella coppia aveva vissuto per cinque mesi alle spalle di uno dei personaggi cult della città, talmente noto da meritare pagine a lui dedicate su Fb da avere filmati su Youtube. Una persona semplice, ingenua e inoffensiva. «Lui mi minacciava in presenza di lei. I loro comportamenti mi facevano paura. Credo che in tutto mi abbiano portato via seimila euro» le parole ribadite ai giudici durante le udienze di fronte al tribunale di Lucca.
Rispetto al collegio giudicante di Lucca, la Corte d’Appello di Firenze ha ritenuto preponderante l’ipotesi dell’estorsione aggravata dalla suggestionabilità di Mario Son Sodo rispetto alla circonvenzione d’incapace essendo il falegname di Nozzano un soggetto con capacità psichiche limitate. —
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