Toscana
Parla il padre dei bambini intossicati «La mia famiglia salva per miracolo»
Abdelghani era a Savona per lavoro quando si è sprigionato il monossido: «Non so se sia uscito dalla stufa o dalla caldaia»
Ha lo spavento negli occhi Abdelghani mentre risponde alle domande dei tecnici che rovistano tra contatori e impianti alla ricerca di quella che poteva essere la causa della morte di sua moglie e dei suoi tre bambini di dodici, nove e due e anni e mezzo. Lo stesso terrore che ha provato giovedì notte quando dopo aver percorso i 250 chilometri che lo separavano dalla sua famiglia ha trovato ad aspettarlo davanti a quell’abitazione incastonata nel piccolo borgo di Calavorno, presa in affitto da appena sei mesi, i carabinieri e i vigili del fuoco intervenuti per salvare i suoi affetti più cari dal monossido di carbonio. Un assassino silenzioso e codardo che solo per miracolo è arrivato prima che la donna e i suoi figli andassero a dormire.
Abdelghani lo sa bene: la sua famiglia ha corso un rischio grosso ed è anche consapevole del fatto che se il monossido di carbonio si fosse sprigionato qualche ora più tardi, invece che alle 20.30, la moglie e i piccoli potevano non essere più qui con lui. Ieri mattina invece è stato all’ospedale con loro ed è sollevato perché stanno tutti bene.
«Non ci eravamo mai accorti che potessero esserci dei problemi di questo tipo in casa - racconta Abdelghani mentre i tecnici sono al lavoro - non sappiamo ancora da dove sia uscito il monossido di carbonio. Forse la stufa a legna o la caldaia. Stanno controllando ora». È disarmato questo padre di 34 anni di origine marocchina, cittadino italiano dal 2001: tutti e tre i suoi figli sono nati in Italia e solo da maggio si sono trasferiti in questa casa di via della Cartiera, 6 a Calavorno, nel cuore della Valle del Serchio. «Prima stavamo a Bagni di Lucca poi abbiamo deciso di venire qui - racconta l’uomo - ci troviamo molto bene perché a Calavorno si vive in maniera tranquilla. Io lavoro per un’officina della zona ma spesso abbiamo incarichi che ci portano a lavorare anche fuori dalla Toscana. Ieri (ndr: giovedì) ad esempio mi trovavo a Savona e sono rientrato solo in piena notte». E infatti, quando il figlio maggiore si sente male in casa ci sono solo la mamma e gli altri due bambini. Il dodicenne è al piano di sopra ma a un certo punto si rende conto di non sentirsi tanto bene; inizia a tossire: una tosse che si fa via via più insistente. Così il bambino scende le scale e raggiunge la mamma al pian terreno. Si sdraia sul divano ma la donna si accorge che qualcosa non va. Il figlio, sempre vispo e vivace, non è reattivo come al solito. È in stato soporoso e lei deve fare qualcosa. «Mia moglie non parla l’italiano - racconta ancora Abdelghani - quindi non sapeva come fare a chiedere aiuto. Così ha chiamato mio cugino che vive a Borgo a Mozzano e lui è arrivato a casa con la moglie e i suoi due figli».
A dare l’allarme al 118 è stato proprio il cugino di Abdelghani: dalla centrale è stato richiesto l’intervento dell’elisoccorso Pegaso e il bambino di dodici anni è stato trasportato Cisanello di Pisa. Anche la mamma e gli altri due figli, seppure in maniera meno grave, sono stati intossicati dal monossido di carbonio come del resto tutti i componenti dell’altra famiglia giunta in soccorso. Ora la speranza di Abdelghani è quella di poter restituire e garantire alla sua famiglia una casa sicura. «Dove potremmo andare altrimenti? - dice un po’ abbattuto - rimarremo qui, non abbiamo scelta».
In questa piccola casa da dove si sente il rumore del fiume e alla quale si arriva dopo aver passato un ponticello che sembra quello incantato delle favole. In questo piccolo borgo, Calavorno, che si svuota e si riempie di nuove culture: qui ieri mattina non si parlava d’altro che dell’incidente di giovedì sera anche se quasi nessuno conosce direttamente la famiglia di Abdelghani. «Mio figlio va a scuola con il bimbo di dodici anni più grave e giocano spesso insieme anche perché abitiamo a due passi da casa loro - racconta una vicina - siamo sconvolti per quello che è successo. Mio figlio ieri sera (ndr: giovedì sera) l’ha visto andare via con l’ambulanza e si è preoccupato molto. Mi dica che sta meglio...». Altre due mamme sono alla fermata dello scuolabus, lo stesso che riporta a casa tutti i giorni da scuola anche il dodicenne e suo fratello di 9 anni. «Siamo molto colpite da quello che è successo - dicono - conosciamo la mamma perché la vediamo qui alla fermata ma non parla italiano e poi sono arrivati a Calavorno da poco. I bimbi sono molto educati e tranquilli, giocano spesso fuori davanti a casa. Poteva davvero essere una tragedia». Un’altra donna aspetta che i bambini scendano dallo scuolabus. «Uno dei bimbi intossicati è in classe con loro - dice con le lacrime agli occhi - stanno bene vero?». Sì signora, stanno bene. —
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