Il Tirreno

Lucca

DAL GIUDICE 

Assolto funzionario pubblico accusato di traffico d’influenze

Luca Tronchetti

Per il consulente non c’era nesso di causalità tra l’eventuale erogazione del finanziamento e l’approccio sessuale tentato dal solerte dipendente

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LUCCA. Assolto dal gup dall’accusa di stalking e traffico d’influenze. Finisce l’odissea di un funzionario pubblico ultracinquantenne residente in Lucchesia e indagato per tentata induzione indebita a carattere sessuale, tentata violenza sessuale e atti persecutori. Il dipendente dello Stato, difeso dall’avvocato Alessandra Garibotti, ha scelto l’abbreviato condizionato ad alcune testimonianze. Fondamentale quella di un tecnico di parte, incaricato dalla persona offesa di occuparsi della pratica di finanziamento dell’azienda. Il consulente al gup Antonia Aracri ha affermato di non aver notato nulla di anomalo nel comportamento e nelle azioni del funzionario per quanto riguarda il disbrigo della pratica legata ai finanziamenti per un’attività di carattere agricolo. Sarebbe quindi caduto il nesso di causalità tra la concessione del finanziamento per avviare l’attività e le avances del funzionario nei confronti della donna che voleva aprire l’attività economica. Nessun ricatto sessuale del tipo «ti faccio avere i soldi se tu in cambio cedi alla mia corte serrata». Per il funzionario indagato - gli episodi contestati erano relativi al periodo 2014-2015 - che da tutti era ritenuto una persona irreprensibile finisce così una vicenda che lo aveva profondamente prostrato.

I FATTI CONTESTATI

Ad accusarlo una donna sui quarant’anni, separata, con tre figli da tirare avanti. Per sbarcare il lunario aveva deciso di dedicarsi all’agricotura e all’allevamento. Da lì la decisione di rivolgersi all’ente preposto per presentare una domanda di finanziamento. Siamo alla fine del 2014 e allo sportello trova il funzionario che le spiega le procedure da seguire per ottenere dalla Regione e dal Ministero i fondi necessari. All’inizio tutto bene. Arrivano i primi soldi e con quelli acquista animali da cortile e inizia a lavorare. Ma nel 2015 la situazione cambia. Per l’accusa, retta dal sostituto Giuseppe Amodeo, il funzionario inizia ad inviare sms al cellullare esternando i suoi sentimenti. Visto il diniego della donna, per l’accusa l’impiegato pubblico avrebbe iniziato a comportarsi in modo differente e di fatto i contributi per lo sviluppo rurale della zona non sarebbero più arrivati. E senza quel denaro la donna si sarebbe trovata in gravi difficoltà economiche costretta a vendere gli animali da cortile.

GLI ACCERTAMENTI

Stando al giudice i messaggi contenuti negli sms erano di natura erotico-amorosa nell’ambito di un normale corteggiamento e non ci sarebbe alcun elemento probatorio in grado di stabilire che l’erogazione dei contributi era finalizzata al trasporto del funzionario per la donna. Ed è emerso che alcune pratiche di finanziamento non erano andate a buon fine perché il fondo rurale, per cause naturali ed idrogeologiche, non era più adatto alle funzioni chieste. —

Luca Tronchetti

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