Il Tirreno

Lucca

no alla violenza sulle donne 

Una panchina rossa per ricordare l’omicidio di Cala Kaliannys Perez

E.A.

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BAGNI DI LUCCA. Sarà sistemata il più presto possibile, nello spiazzo davanti al parcheggio di via Contessa Casalini, dove il 7 dicembre del 2010 venne uccisa una giovane donna con sette colpi di pistola, la panchina rossa più significativa di Bagni di Lucca.

L'amministrazione comunale non lesina l'impegno nella lotta contro la violenza alla donna e si sta attivando con associazioni e familiari della vittima. La decisione è stata presa all'unanimità dal consiglio comunale, che ha ricordato il femminicidio accaduto a due passi da alcuni studi medici. La vittima fu Cala Kaliannys Perez, cubana, ma residente a Bagni di Lucca.

Altra iniziativa contro la violenza sulla donna sarà l'installazione di un'altra panchina rossa, il 9 dicembre, a Montefegatesi, in occasione della giornata dedicata ai presepi.

L'assessore Francesca Lazzarini, particolarmente attiva in tema di tutela delle donne, progetta anche un percorso per la sensibilizzazione e l'educazione nelle scuole, ma l'omaggio alla memoria di Cala Perez resta l'iniziativa di maggior significato. Anche per cancellare l’oblio sceso sul femminicidio commesso da Leonard Grifsha, albanese di 26 anni, che sparò sette volte alla donna. Per tre giorni e tre notti l'albanese, fuggito dopo il delitto. rimase nascosto nei boschi della Garfagnana. Quando i carabinieri lo bloccarono, nei pressi della sua abitazione, a Ponte a Serraglio, il muratore non ebbe il tempo di reagire. Con ogni probabilità stava rientrando a casa per preparare la fuga in Albania. Al momento della cattura era disarmato. Disse però ai carabinieri di aver gettato la pistola nel torrente Lima. Nel ricostruire la vicenda gli inquirenti ipotizzarono come motivo che avrebbe portato al femminicidio il rifiuto della donna, separata, di seguire l’albanese in un fuga d’amore. L'ex marito della giovane, confermò che la ex moglie, con cui era rimasto in buoni rapporti, era stata minacciata dall'albanese e che aveva paura, ma che non aveva avuto il coraggio di denunciare la situazione ai carabinieri. —

E.A.



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di Redazione web