Italia
Torna a colpire la gang dell’acetilene, ma nell’esplosione perde settemila euro
Deflagrazione alle 3 di notte allo sportello del Credito Artigiano in viale Carducci con pezzi metallici che volano a 200 metri
La miscellanea ossigeno-acetilene non è quella giusta. Segno che la gang è priva di esperti in chimica che non sanno calibrare bene l’innesco. Così alle 3 della notte tra venerdì e sabato il bancomat del Credito Artigiano in viale Carducci salta in aria con una tremenda deflagrazione che dilania letteralmente la cassa continua dello sportello bancario situata in un casottino in prossimità del parcheggio della Metro. Pezzi metallici del bancomat finiscono a 100 e 200 metri di distanza. Dall’altra parte del viale, sugli spalti delle Mura e dove c’è la pista ciclabile e dove, durante il giorno, passano migliaia di persone. Non solo. L’esplosione scaraventa fuori dalla cassetta metallica decine e decine di banconote che cospargono la sede stradale. Come nei cartoni animati o nelle classiche commedie all’italiana. A quell’ora però, nonostante il viale di grande scorrimento, non passa nemmeno una macchina. E i maldestri malviventi riescono così a recuperare la maggior parte del bottino e a fuggire senza essere disturbati. Quando arriva la polizia riesce però a recuperare un discreto numero di biglietti da 500, 100, 50 e 20 euro per un importo complessivo che si avvicina a 7mila euro. Difficile però, almeno per il momento, quantificare l’esatto importo contenuto all’interno del forziere metallico. Nemmeno il direttore dell’agenzia del Credito Artigiano, avvertito dalle forze dell’ordine, sa dire con certezza quanti soldi conteneva il bancomat posto all’interno del ricovero in muratura e caricato nella mattinata di venerdì. Perché a caricare le cassette metalliche del bancomat dell’istituto di credito in questione è una ditta esterna. Ne sapremo di più domani quando, tra le operazioni effettuate e il denaro recuperato, si capirà quanto denaro era effettivamente in cassa.
LE INDAGINI
Sul posto per gli accertamenti necessari è andata la Mobile diretta dal commissario Silvia Cascino e una pattuglia della volante guidata da Fabio Scalisi. Ma soprattutto il lavoro della scientifica si rivelerà prezioso per stabilire il tipo esatto di miscela esplosiva utilizzata e arrivare agli acquirenti. Saranno poi da visionare le telecamere o i sistemi di videosorveglianza posti in aziende e abitazioni private lungo il tratto di circonvallazione che dalla questura arriva sino al rotonda dove si trova la sede della Gesam Gas. Di certo c’è che i malfattori dovevano essere almeno 4 e che hanno agito con grande rapidità allontanandosi poi presumibilmente verso l’imbocco dell’A11 o della Bretella. Al vaglio degli inquirenti anche la metodologia del colpo: c’è da capire se in queste ultime 48 ore altri episodi simili si siano verificati in Toscana, in Liguria, in Emilia, in Umbria o nel Lazio, tutte regioni limitrofe.
NESSUn TESTIMONE
Nonostante la violenta esplosione che ha fatto saltare il bancomat del Credito Artigiano, avvertita anche all’interno delle Mura, non ci sono al momento testimoni oculari. Persone che hanno visto i malviventi fuggire a bordo di qualche automezzo. E dire che nel giugno scorso la polizia aveva arrestato 4 rumeni - due domiciliari a Lucca e altrettanti in Versilia - trovati con bombole di ossigeno e acetilene e pronti a colpire gli sportelli bancomat. Sono ancora detenuti. Ma altri hano preso il loro posto. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
