Il Tirreno

Lucca

Un coro di “no” per le barriere sulle Mura: «I genitori dovevano stare più attenti»

Rossella Lucchesi
Un coro di “no” per le barriere sulle Mura: «I genitori dovevano stare più attenti»

Lucca, tutti sono contrari all’ipotesi di installare delle protezioni sul monumento: «Ci sono i cartelli, la “gabbia” sarebbe orribile»

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LUCCA. «È assurdo. Sarebbe come chiudere il mare per il timore che qualcuno possa affogare». Nasce spontanea e con il candore dell’età la dichiarazione di Samuele, studente dell’Itc Carrara che ieri si trovava sulle Mura con la sua classe e l’insegnante di scienze motorie. Anche i suoi compagni e la professoressa non condividono l’idea del sequestro del baluardo San Regolo che nell’estate scorsa fu teatro di un incidente nel quale rimase coinvolto un bambino francese di sei anni, caduto nella cannoniera mentre pedalava in bicicletta, sfuggendo alla vista dei genitori che si trovavano a bordo di un risciò.

«Doveva stare più attento, ma soprattutto dovevano stare più attenti i genitori che sono i primi responsabili della custodia dei propri figli», aggiunge in coro unanime il resto della classe. Un commento ricorrente tra coloro che ieri si trovavano nei pressi dell’area che due giorni fa la procura ha posto sotto sequestro giudiziario. Quella in corrispondenza della parte est della cannoniera del baluardo in cui avvenne il fatto e dove si gettò anche il padre per cercare di soccorrere il figlio.

Fortunatamente la tragedia fu evitata e i malcapitati se la cavarono costretti comunque a ricorrere alle cure in ospedale. Poi però è arrivata la querela della famiglia per la pericolosità delle Mura che a suo parere dovrebbero essere dotate di una protezione per evitare cadute. Ma i cittadini lucchesi non ci stanno e respingono la proposta di un’eventuale recinzione. E non ci stanno neppure i turisti. Come Gianmaria e Anna, coniugi torinesi che vengono a Lucca perché ne apprezzano il patrimonio storico e architettonico i quali esprimono sdegno di fronte alla novità «che comprometterebbe la bellezza di un monumento unico al mondo, mentre invece bisognerebbe punire con una multa i colpevoli dell’incidente che sono i genitori».

«In effetti – commentano anche Alfredo Caturegli e Franco Meschi, assidui frequentatori delle Mura – basterebbe un po’di attenzione. Di questo passo va a finire che bisognerà recintare pure i fossi e gli argini del fiume. Solo a Lucca si creano questi problemi. Altrove si rispettano le regole, altrimenti se ne pagano le conseguenze e si tace». Teoria condivisa da Manuela Pancetti, a spasso con il cane «che tengo sempre al guinzaglio – dice – per evitare che sfugga al controllo, figurarsi se avessi un bambino, al quale non permetterei certo di salire sui parapetti». Parecchi di coloro che intervengono sulla questione ribalterebbero la querela e denuncerebbero i genitori per omessa custodia del figlio, in quanto reato contestabile per legge come lasciare in casa o in auto un minore, anche solo per pochi minuti. «Le Mura vanno tenute così come furono costruite 500 anni fa, senza trasformarle in un’orribile gabbia che allontanerebbe i turisti e i cittadini», dice Luigi Bigongiari che torna a scaricare la responsabilità dell’incidente sui genitori del piccolo che, a suo dire, invece di distrarsi avrebbero dovuto sorvegliarlo.

«Se i cartelli non bastano, forse bisognerebbe usare di più la testa, evitando, magari dei fare selfie e riprese mentre si corre e ci si sporge dai parapetti». La pensa così Morena Bianchi, delusa per la presa di posizione della procura, ma anche per la mancata cura verso un monumento «che andrebbe rispettato e tutelato e non torturato, permettendovi il passaggio di pesanti tir per allestire eventi come i Comics che a lungo si riveleranno dannosi per la sua stabilità. I nostri amministratori dovrebbero amare di più la città e i cittadini che, a mio parere, sono sempre più trascurati per favorire i turisti».

Secondo Giampiero Sevieri l’idea di recintare parte delle Mura è solo uno scherzo di cattivo gusto. Così come sono un pugno in un occhio le transenne piantate sul luogo nel quale si è verificato l’incidente. «Cosa dobbiamo aspettarci? Che per evitare incidenti si decida di chiudere il monumento più significativo della città oppure addirittura di abbatterlo? », si domanda Massimo Buralli che non vuole neppure pensare all’idea di vedere le Mura ingabbiate. «Sarebbe – aggiunge – un’indecenza per la città e uno schiaffo ai cittadini. Recintiamo piuttosto la testa della gente che mi sembra non funzionare più così tanto, se si pensa a queste soluzioni, considerando che per secoli mai è stata messa in discussione la sicurezza delle Mura».

Gli fa eco Cinzia Fioravanti che quasi ogni giorno viene qui da Monsagrati. «Le Mura non si toccano – dice – chi viene da fuori, perché guarda caso le vittime delle cadute sono sempre turisti, deve imparare a stare al mondo, altrimenti resti a casa e non venga a rompere un equilibrio che dura da secoli». 
 

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