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Trentasei giorni per un maxi progetto E il piano B: spezzettare il bando

Barbara Antoni
Trentasei giorni per un maxi progetto E il piano B: spezzettare il bando

Si lavora a un’alternativa nel caso in cui l’avviso andasse deserto. Il concessionario dovrà costruire anche una scala esterna

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Da oggi, rimangono 36 giorni esatti per presentare al Comune di Lucca una “business idea”, un’idea imprenditoriale per il complesso monumentale del mercato del Carmine, con allegato un progetto per la realizzazione di finiture e opere edili e strutturali non incluse nel pacchetto di lavori in corso ad opera dell’amministrazione comunale con i tre milioni elargiti dalla Fondazione Crl.

Trentasei giorni (il bando scade il 15 gennaio 2019) che includono, da parte dei potenziali interessati a presentare una manifestazione d’interesse, il tempo per visionare il luogo dell’intervento e per stendere i progetti di massima. Tanto lavoro, poco tempo a disposizione e la necessità di disporre nell’immediato di una liquidità importante: dieci milioni, il costo (quello preciso è 9,8 milioni) per tutte le opere ancora da fare. Ci vuole un gruppo o un consorzio di imprese molto solido per sopperire a tanto. Inevitabile quindi prendere in considerazione anche l’ipotesi che, con tanta brevità, il bando possa andare deserto. Cosa potrebbe accadere in questo caso? Palazzo Orsetti si starebbe già mobilitando per un piano B, ovvero la possibilità di “spezzettare” il contenuto del bando in due o tre rami di interesse. Che potrebbero essere da una parte l’area commerciale (la gestione dei fondi sul perimetro del chiostro), dall’altra l’attività ricettiva (l’hotel du charme al primo piano), e la media distribuzione nell’ex chiesa, forse la parte più “facile” dell’intera operazione. Anche perché sul fronte dei marchi interessati a sbarcare a Lucca, c’è sempre un rincorrersi di voci e indiscrezioni. Che riportano in auge, proprio in questi giorni, addirittura Zara, divenuto per Lucca una specie di leggenda (se ne parla a tempi alterni da dieci anni almeno).

opere da fare

Dell’intervento di progetto iniziale di consolidamento, il Comune prevede di realizzare solo le parti dell’ala est del chiostro e della torre campanaria. Sarà a carico del proponente il miglioramento sismico di chiostro centrale e ali nord e ovest: ad oggi, è riportato sulla relazione degli interventi, «la realizzazione di tali lavori risulta incompatibile con le attività commerciali ivi presenti». Una volta terminati i lavori per il miglioramento sismico, per completare l’opera si interverrà su pavimenti e rivestimenti, restauro paramenti murari e intonaci esistenti, nuovi intonaci, tinteggiature, infissi esterni ed esterni, impianti. Trattandosi di un complesso vincolato, tutti gli interventi dovranno essere concordati e approvati dalla Soprintendenza. Graverà sul proponente anche la costruzione di una scala sul lato est del complesso monumentale: un accesso esterno al primo piano dell’edificio da via San Gregorio (di fronte ai bagni pubblici), tramite il palcone già esistente sul lato est. Il progetto c’è, la Soprintendenza lo ha approvato il 9 febbraio 2017. Sarà Una scala moderna, in lastre di acciaio Cor-Ten sagomate, larghezza trenta centimentri; altezza totale 10,22 metri.

costi

Esiste anche una stima dei costi delle opere da realizzare, calcolata in modo approssimativo in base a costi medi di restauro al metro quadrato. Il completamento del piano terra dell’ex chiesa comporterà una spesa di 1,981 milioni, il completamento del piano interrato 491.000. Il miglioramento sismico del chiostro costerà 735.000 euro, dl piano terra 560.000, della galleria al primo piano 277.000. Invece l’ala est: 301.000 per completare il piano interrato, 423.000 per il piano terra, 463.000 per il primo piano. Circa 2,3 milioni per completare le ali nord ovest e nord, destinate ai negozi. E poi 150.000 euro per rimettere in sesto la torre campanaria. —

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