Gioco
La procura sequestra il baluardo S. Regolo Indagati i vertici dell’Opera delle Mura
Il fascicolo aperto dopo la caduta di padre e figlio ad agosto: Biancalana, Tani e Marchi dovranno rispondere di lesioni colpose
Padre e figlio caduti dalle Mura ad agosto, la procura sequestra la parte est della cannoniera del baluardo San Regolo. Nel registro degli indagati finiscono i vertici dell’Opera delle Mura: il presidente uscente nonché commissario Alessandro Biancalana, l’ex direttore Maurizio Tani e il suo successore Giovanni Marchi. L’ipotesi di reato su cui la procura indaga è lesioni colpose gravi.
Un piccolo terremoto quello che nel pomeriggio di ieri ha scosso Lucca e lambito palazzo Orsetti (Marchi e Tani sono anche dirigenti comunali). La notizia è arrivata proprio dal Comune: «Su disposizione del procuratore capo Pietro Suchan, la municipale ha dato esecuzione a un decreto di sequestro della cannoniera est del baluardo San Regolo, dove il 21 agosto si è verificato un incidente». Quel giorno due turisti francesi, un padre e il figlio di 6 anni, caddero nella cannoniera del baluardo San Regolo. Per la verità il primo a cadere fu il bambino: perse il controllo della bici su cui viaggiava e finì sotto il poggio. Non sapendo come raggiungerlo per poterlo aiutare, d’impulso il padre sì gettò ma cadde malamente e rimase bloccato a terra. Un volo di circa 6 metri a seguito del quale i due riportarono fratture e traumi: il padre venne ricoverato al San Luca mentre il figlio fu trasportato col Pegaso all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze. A seguito di quell’episodio la famiglia ha presentato querela, segnalando la mancanza delle opere di protezione che avrebbero evitato la caduta.
Non è il primo caso di questo genere ma stavolta la procura ha ritenuto fondate le accuse, così ha aperto un fascicolo e avviato le indagini. Ieri è arrivato il sequestro probatorio, finalizzato a mantenere inalterato lo stato dei luoghi. La misura sarà mantenuta per il tempo necessario a consentire i rilievi necessari e non si esclude la possibilità di un sequestro preventivo per evitare il ripetersi di fatti analoghi. Molto dipenderà dalla volontà degli enti coinvolti di intraprendere iniziative per dotare quell’area delle necessarie opere di protezione. Alcune reti sono state sistemate nella zona dell’incidente per i Comics. Ma la manifestazione è finita da quasi un mese e non sono ancora state rimosse.
Un fascicolo di atti relativi - senza indagati e a carattere puramente conoscitivo - era già stato aperto oltre un anno fa dal procuratore Suchan. Aveva come oggetto la pericolosità delle Mura urbana. Il capo dell’ufficio requirente aveva ordinato ai militari della pg dei carabinieri di effettuare verifiche dei precedenti di cadute con persone ferite o decedute avvenuti negli ultimi 12-13 anni. A seguito di questa analisi il procuratore invitò il sindaco Tambellini, il responsabile e i tecnici dell’Opera delle Mura e la Soprintendenza illustrando la problematica e chiedendo sostanzialmente due cose. Sistemare, lungo i 4 chilometri delle Mura, una serie di cartelli in varie lingue ben visibili e indicanti il segnale di pericolo e realizzare, compatibilmente con le norme inerenti la tutela del patrimonio artistico, appositi parapetti o ringhiere nei punti a maggior tasso di rischio di cadute. Se i cartelli multilingue sono stati disseminati un po’ ovunque, i lavori di messa in sicurezza dei baluardi e dei punti ritenuti ad alta criticità non sono ancora stati ultimati. E così a seguito dell’incidente dei francesi nel libro delle notizie di reato stavolta sono finiti i vertici dell’Opera delle Mura, che nel frattempo è in fase di scioglimento (di fatto cesserà a fine febbraio) dato che a ottobre il Comune ha deciso di internalizzare i servizi che erano in capo all’ente: cura della cerchia urbana, delle torri, dell’orto botanico e, per un periodo, di tutto il verde pubblico. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
