Il Tirreno

Lucca

viale luporini il giorno dopo l’incidente mortale 

Poca luce e alta velocità e la strada diventa a rischio

Luigi Spinosi
Poca luce e alta velocità e la strada diventa a rischio

C’è chi chiede dossi e autovelox, mentre anche i marciapiedi scarseggiano E con la riapertura del raccordo con i viali, il traffico è destinato a crescere ancora

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A terra un sacchetto della spesa, con una busta di latte rotta, una tavoletta di cioccolato che non mangerà più nessuno e una bottiglietta di acqua; poco più avanti un guanto sanitario, probabilmente caduto a uno dei soccorritori intervenuti sul posto: è tutto ciò che resta della tragedia consumata lunedì pomeriggio in questo tratto di viale Luporini. Quella busta della spesa era quella in mano a Francesco Sodini, che stava tornando a casa dal supermercato quando è stato investito da una Peugeot. Un incidente costato la vita all’uomo di 91 anni, deceduto mentre l’ambulanza lo stava portando al San Luca.

Un incidente che ha riacceso le polemiche sulla sicurezza di questo viale, un tratto di strada urbana, quindi con limite di 50 all’ora, ma dove, complice la doppia corsia nel tratto finale, gli automobilisti tendono a premere troppo sull’acceleratore. Ma non è l’unico problema di questa strada, e non pare nemmeno essere questa la causa all’origine della tragedia di lunedì. «Conosco chi si trovava nell’auto dietro a quella che ha investito il pedone – racconta una ragazza che lavora a pochi metri dal luogo dell’incidente – e mi ha detto che in quel caso l’investitore non stava nemmeno andanto forte». Per la cronaca l’investitore, un 27enne di Lucca, è indagato per omicidio colposo (si tratta di un atto dovuto), ma si è subito fermato a prestare soccorso, e sottoposto ai test, è risultato completamente sobrio.

In quel caso, nonostante la presenza delle strisce pedonali, sulle quali stava camminando l’anziano, a giocare un ruolo determinante pare essere stata l’oscurità, oltre alla mancanza di un vero marciapiede sul lato in cui è avvenuto l’incidente. «È vero – commenta Mirco Mirci della pasticceria Tiffany, che dalla sua vetrina ha un punto di osservazione privilegiato sulla strada – che su questa strada corrono in tanti. Ma in nel punto dell’incidente c’è anche un problema di visibilità. Rispetto al tratto più vicino alle Mura, che è un po’ più illuminato, lì ci sono pochi punti luce». E proprio lì dove ci sono le strisce, sul lato dell’incidente, la visibilità è decisamente pochina.

E se, come pare, la velocità non ha rappresentato il fattore scatenante di quanto accaduto lunedì, resta comunque un fattore di pericolo per pedoni e non solo («Qui viaggiano come matti», commenta un ciclista di passaggio), anche nelle polemiche via social. Specie se abbinato a due fattori: «Ci sono pochi marciapiedi e in alcuni casi – racconta un uomo che passeggia con un bimbo in carrozzina, indicando un percorso pedonale ricavato con una striscia bianca sull’asfalto – sono pure occupati dalle auto. E il problema non è tanto adesso. Cosa succederà quando riapriranno il raccordo con i viali e il traffico aumenterà?». Tra le lamentele anche quella di una scarsa presenza di polizia municipale (anche se, per onestà, bisogna dire che nel tempo che siamo stati sulla strada sono passate due pattuglie). Velocità confermata da un piccolo esperimento: per una decina di minuti, facendo su e giù per il viale col tachimetro fisso su 50, ben 8 tra auto e furgoni, sono sfrecciati accanto sorpassandoci. Da qui l’appello di Giuseppe Ferraro all’assessore Marchini: «Quando si prenderà qualche precauzione per rallentare la velocità in viale Luporini? Vi prego installate dei dossi o mettete gli autovelox perché su quel viale si corre davvero troppo». —

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