Sicurezza
Quando Bertolucci si fece aprire il cinema Italia
lucca. Un episodio tutto lucchese nella vita di Bernardo Bertolucci, il grande maestro del cinema - indimenticabile autore, tra gli altri, di “Ultimo tango a Parigi” e “L’ultimo imperatore”-...
lucca. Un episodio tutto lucchese nella vita di Bernardo Bertolucci, il grande maestro del cinema - indimenticabile autore, tra gli altri, di “Ultimo tango a Parigi” e “L’ultimo imperatore”- scomparso ieri, a 77 anni. L’episodio risale al 2001, nei mesi estivi. Come ricorda Maximiliano Dotto, del cineforum Ezechiele, che lo visse in prima persona ed ebbe modo, in quell’occasione, di conoscere personalmente il maestro.
In quei giorni Bertolucci era a Lucca con la moglie Claire Peploe per girare “Il trionfo dell’amore”, film ispirato a una commedia di Marivaux, con interpreti principali Mira Sorvino e Ben Kingsley. Non era però Bertolucci a girare il film, bensì la moglie. Lui era nelle vesti di osservatore, di collaboratore. Girarono per alcuni giorni, non tanto nelle strade di Lucca quanto negli interni principeschi delle ville lucchesi. Uno dei set fu la stessa Villa Reale a Marlia.
«Non era lui il regista - conferma Dotto - ma la moglie. Ma il direttore della fotografia era quello di Bertolucci, così come la produzione era la sua». Fu una cosa veloce, imprevista, il contatto con il Cineforum Ezechiele. «Ricevemmo una telefonata la mattina - ricorda Dotto -. Bertolucci aveva bisogno di un cinema per vedere i giornalieri e verificare la qualità del colore della fotografia di quanto era stato girato. Si rivolsero a noi perchè in quel periodo proiettavamo i nostri film al cinema Italia. Arrivò, con la troupe, poche ore dopo, nel pomeriggio. Lo accogliemmo frettolosamente e modestamente, con un cestino di uva e una bottiglia di moscato da due euro, nello scalcagnato cinema Italia. Rimasero non più di un’ora».
A tanti anni di distanza, Dotto ricorda chiaramente le sensazioni di quel momento. «Fu un bel momento - racconta -. Bertolucci fu estremamente gentile con tutti noi, una persona “alla mano” come si dice a Lucca. Molto tranquillo, non faceva assolutamente pesare il suo ruolo». Addirittura, continua ancora il racconto, il maestro del cinema si intrattenne, insieme al direttore della fotografia, con il proiezionista del cinema Italia, per dargli consigli su come regolare l’ampere della lampada del proiettore.
«Un momento unico e irripetibile - sono le ultime parole con cui Dotto ricorda quell’episodio -. Mancheranno a tutti noi Bertolucci e il suo cinema, il gusto dell’immagine ricercata». —
B.A.
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