Italia
Manifattura, Aspera tiene duro: «I lavori vanno avanti»
Il presidente Amirfeiz: «Abbiamo avuto problemi di liquidità ma non molliamo». Slitta al 3 gennaio il termine per la presentazione del piano concordatario
«Non intendiamo abbandonare il cantiere della Manifattura». A parole Alex Amirfeiz, presidente di Aspera, ha le idee chiare su quelli che sono i progetti della sua azienda. Un’azienda che però versa in seria difficoltà vista l’istanza di fallimento presentata dalla MGM group, congelata solo grazie alla richiesta di concordato in continuità che i vertici di Aspera hanno presentato il 20 agosto. Il tribunale di Genova aveva concesso fino al 3 novembre per la presentazione del piano concordatario, ma in realtà questa data è slittata stata ulteriormente: «Sì – conferma Amirfeiz – C’è stata concessa una prorogadi 60 giorni: abbiamo tempo sino al 3 gennaio». All’interno di quel piano dovranno essere indicate le commesse che l’azienda intende portare avanti perché ritenute “redditizie” e quelle che invece potrebbero essere cedute (si parla di altri gruppi che si sarebbero fatti avanti). In molti si chiedono in quale elenco finirà la ex Manifattura, ma su questo il presidente della ditta mandataria non pare avere dubbi: «È uno dei contratti che intendiamo portare avanti – spiega – Il Comune ci ha concesso una proroga fino al 25 febbraio per completare i lavori anche se noi avevamo chiesto un tempo maggiore, più o meno fino a fine maggio. Si vedrà».
Il cantiere per il momento è aperto e va avanti anche se a rilento, visto che gli operai presenti e operativi sono circa una dozzina e non i 60-70 che Amirfeiz aveva annunciato proprio in un’intervista al Tirreno nell’ottobre 2017, quando l’azienda era appena subentrata a Unieco, la cooperativa di Reggio Emilia che aveva per prima vinto l’appalto e che poi ha subito un clamoroso crac economico.
All’epoca il recupero della Manifattura era appena al 20%, adesso siamo circa al 40%. «In pratica – spiega Amirfeiz – i lavori di consolidamento sismico e le opere strutturali sono quasi completati. Per quanto concerne gli intonaci siamo al 70-80%. Abbiamo fatto anche gli scavi archeologici sotto la Soprintendenza: hanno portato alla luce un’antica strada. Adesso ci sarà da concentrarsi sulle parti interne e sugli impianti». E qui arriva il momento più impegnativo dal punto di vista economico perché l’azienda dovrà tirare fuori del denaro per la fornitura di pavimenti, cartongessi, infissi (alcuni campioni sono già stati valutati), ecc. Serviranno alcuni milioni di euro, che Aspera recupererà poi dal Comune che paga a stati di avanzamento lavori. «Al momento abbiamo riscosso circa 2 milioni – spiega Amirfeiz – Considerando che la commessa è da 12 milioni e che 2 li aveva già presi Unieco, ne mancano ancora 8». Nonostante il momento difficile Amirfeiz riesce a non apparire preoccupato: «Al pari di molte altre aziende di costruzioni abbiamo avuto problemi di liquidità e questo ci ha portato a presentare un piano di ristrutturazione. Più o meno nello stesso periodo la stessa sorte è toccata ad altre grandi aziende come Condotte e Astaldi. Purtroppo il settore arriva da anni di crisi e a tutt’oggi deve ancora uscirne. Ma come detto, i lavori alla Manifattura li porteremo in fondo, così come il restauro del ministero dei Beni Culturali». —
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