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Carmine, lavori in ritardo in attesa della variante

Barbara Antoni
Carmine, lavori in ritardo in attesa della variante

Sul soffitto dell’ala est e nell’ex chiesa rinvenuti frammenti di affresco da analizzare. E il bando? «A giorni», dice il Comune

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I lavori di consolidamento strutturale hanno subito un rallentamento. Il bando per la gestione commerciale del complesso, annunciato per la fine dell’estate, non è ancora completato. E il mercato del Carmine, quasi completamente svuotato dei suoi esercizi alimentari, in abbandono a questo punto da anni, se ne sta lì, con la torre ancora imbracata per il rischio di cedimento verificato circa un anno fa, il cantiere ancora in corso e tutt’intorno le pareti di protezione. La piazza, nel frattempo, ha perso uno dei suoi esercizi storici: la pasticceria Buralli, che ha chiuso i battenti qui per trasferirsi in un altro punto del centro storico, in via San Girolamo.

Cosa succede al Carmine? Interpellati, parlano gli amministratori e gli uffici competenti. Sul bando, l’assessore al patrimonio Gabriele Bove. «Si tratta di un’operazione molto grande - sottolinea -. Non ci sono cambiamenti rispetto alla griglia che abbiamo impostato. Siamo comunque in dirittura d’arrivo: penso che a giorni il bando uscirà».

La torre rimasta esternamente tale e quale a un anno fa rappresenta, per chiunque si trovi a passare dalla piazza, il segnale più evidente dei lavori in stallo. «Sì - conferma l’assessore ai lavori pubblici Celestino Marchini - siamo indietro sui lavori alla torre. Mentre gli interventi strutturali nell’ex chiesa sono terminati, compresa la pavimentazione in legno, nell’ala est del complesso, quella destinata alla ricettività turistica, e nella torre siamo fermi in attesa di mettere a punto una variante progettuale, legata anche al fatto di avere scoperto nel soffitto dell’ala est alcuni affreschi per i quali è stata interpellata la Soprintendenza. Nello specifico, per quanto riguarda la torre, dobbiamo ancora provvedere al rifacimento della copertura e al consolidamento della parte più alta, dove a suo tempo si erano evidenziate le crepe».

«Saggi programmati - spiega dalla Soprintendenza il funzionario Marcello Lera -, hanno in effetti rivelato la presenza di porzioni di affresco al momento non valutabili. Non appena i lavori saranno completati potremo iniziare a esaminarli. Al momento possiamo solo dire che si tratta di frammenti, piccoli quadrati con lato di tre o cinque centimenti, che non ci permettono di valutare la loro importanza. Frammenti di affresco - continuano dalla Soprintendenza - sono stati rinvenuti anche nell’ex chiesa, e dovranno essere seguiti nel ritorno alla luce. Dopo la trasformazione da chiesa a mercato, infatti, le pareti interne dell’edificio erano state imbiancate e intonacate»

Con i tre milioni di euro messi a disposizione dalla Fondazione Crl (che aveva provveduto, in prima istanza in modo diretto, al rifacimento della copertura, ndr) l’amministrazione sta portando a termine il consolidamento strutturale e il miglioramento sismico. Dopodiché, come sottolinea sempre Marchini, «tutte le opere di finitura le farà chi vincerà il bando, sempre sotto l’occhio attento della Soprintendenza». —



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