Il Tirreno

Lucca

FORNACI DI BARGA 

Il palazzo storico non si vende e per l’immobiliare è la fine

L.T.

A quattro anni dall’omologa del concordato preventivo l’agenzia Kasa srl fallisce su istanza di un creditore  non adeguatamente rimborsato    

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FORNACI DI BARGA. Quattro anni fa - era il 27 luglio del 2014 - il tribunale fallimentare diede l’okay al concordato preventivo con cessione dei beni della Kasa Immobiliare srl in liquidazione con sede a Fornaci di Barga. Nella proposta concordataria - che aveva ottenuto l’omologa - si garantiva ai creditori privilegiati il soddisfacimento del 100% dei crediti. A distanza di oltre quattro anni quel concordato preventivo si è trasformato in fallimento. La risoluzione è stata chiesta e ottenuta da uno dei principali creditori: la Contrucci Costruzione srl.

I MOTIVI DEL CRAC

Il termine per l’esecuzione del concordato preventivo scadeva nel luglio 2017 e a quella data - e pure successivamente - la Kasa Immobiliare non era riuscita a vendere il cespite da cui avrebbe ricavato denaro per soddisfare la parte creditizia. Nonostante i numerosi tentativi infatti era rimasto invenduto lo storico palazzo Giorgi di Borgo a Mozzano stimato nella proposta concordataria con una cifra pari a un milione e trecentocinquantamila euro. L’attivo concordatario alla data di ottobre 2018 ammonta a poco più di un milione a fronte indicato dalla proponente per soddisfare il ramo creditorio di oltre 2,5 milioni. L’immobiliare contava moltissimo sulla cessione di quel palazzo. Invece i tentativi di vendita sono andati più volte deserti sino a un ribasso di 129mila euro con prezzo minimo di 96mila euro. È evidente che, stando così le cose, non solo non sono stati soddisfatti minimamente i creditori chirografari, ma anche i creditori di grado anteriore e la ricorrente Contrucci Costruzioni srl non sono stati integralmente soddisfatti nei tre anni previsti dal piano concordatario. Secondo i giudici fallimentari la ragione va ricercata nella sproporzionata stima dell’immobile storico che il mercato non ha ritenuto valere neanche 129mila euro

LA DECISIONI

Così nei giorni scorsi il tribunale fallimentare ha deciso per il fallimento della Kasa Immobiliare in quanto il concordato non è stato adempiuto nei termini fissati (3 anni) e non è possibile nemmeno l’adempimento attraverso il soddisfacimento integrale dei creditori privilegiati previsto nella proposta e di una percentuale non simbolica dei creditori chirografari che rimangono totalmente insoddisfatti. Con la declaratoria fallimentare il tribunale nomina giudice delegato Giacomo Lucente e curatore Bruno Franceschi di Viareggio. Il 28 maggio è stato fissato l’esame dello stato passivo. —

L.T.

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