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Senzatetto trovato a dormire in una stanza dell’ospedale

Gianni Parrini
Senzatetto trovato a dormire in una stanza dell’ospedale

Il soggetto scoperto da un’infermiera durante il giro notturno nell’area Medica Mandarlo via non è stato facile. Anche il Campo di Marte di sera non è controllato

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LUCCA. È una tranquilla notte di fine estate all’ospedale San Luca, quando al terzo piano del monoblocco, area Medica, un’infermiera si appresta a fare il giro tra le stanze. Tutto normale finché non si affaccia nella camera in cui ci sono i letti 26 e 27: secondo i suoi tabulati il primo dovrebbe essere occupato da un paziente, mentre il secondo dovrebbe essere libero. Non è così. Nella stanza, infatti, ci sono due persone: il paziente ricoverato e uno sconosciuto che ha approfittato del letto libero per schiacciare un pisolino. Non è parente di un qualche paziente e neppure un operatore crollato dal sonno: è semplicemente un uomo che si è introdotto nell’ospedale, probabilmente attraverso il Pronto soccorso, e si è sistemato a dormire nel primo letto che ha trovato, con la speranza di farla franca.

Non gli è andata bene: l’infermiera ha chiamato le colleghe e tutte assieme sono andate a controllare. Il soggetto, forse un senza fissa dimora, non ha preso bene il brusco risveglio: si è innervosito e ha inveito contro le operatrici che alla fine sono riuscite a metterlo alla porta. Il fatto, avvenuto qualche settimana addietro, è stato segnalato alla direzione del presidio ed è probabile che sia partita una denuncia (contro ignoti, visto che nella concitazione del momento l’uomo non è stato identificato). Starà all’azienda sanitaria chiarire questi dettagli. Quel che è certo è che l’episodio si è verificato e conferma le problematiche legate alla sicurezza notturna nelle strutture sanitarie, prive di adeguata vigilanza.

Situazioni di questo tipo sembrano esserci anche al Campo di Marte. Alle operatrici che entrano in servizio di buon mattino talvolta agli ascensori della Radiologia (edificio B) capita di imbattersi in persone senza dimora che sbucano all’improvviso da chissà dove. Inoltre, al piano superiore, gli operatori che entrano in servizio al mattino in alcune occasioni hanno trovato danneggiata la macchinetta del caffè. Come se qualcuno durante la notte e avesse provato ad aprirla. Del resto già a partire dal tardo pomeriggio nell’area del Campo di Marte resta solo il personale della coop che si occupa dei 28 letti di cure intermedie. Tutti gli altri servizi sono chiusi. Gli edifici, però, sono molti. Gli ingressi vengono chiusi alle 20 (al San Luca alle 21) quando in giro ormai non c’è quasi nessuno. Controllare se qualcuno sia rimasto dentro non è cosa semplice viste le innumerevoli stanze. Al quarto piano dell’ala A, ad esempio, si trovano gli uffici amministrativi che attorno alle 17 si svuotano, così come molti ambulatori del terzo piano della palazzina B. Un altro capitolo lo meritano il disagio che vivono operatori e pazienti di fronte ad accattoni particolarmente molesti. Un episodio fu raccontato dal Tirreno lo scorso anno: un signore malato di tumore venne aggredito verbalmente per aver negato l’elemosina. —

Gianni Parrini

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