Sicurezza
Brennero e autostrade, primato di morti E a Lucca ci sono ancora troppi incidenti
I dati dell’Aci sul 2016: complessivamente 23 decessi e 1.837 scontri con feriti. Problemi sull’Aurelia e sulla Sarzanese
LUCCA. Sono una statale (il Brennero) e due autostrade (l’A11 e la Bretella) le arterie principali più pericolose in provincia di Lucca. È quanto emerge dallo studio dell’Aci relativo agli incidenti stradali con morti e feriti registrati nel corso del 2017.
La statale 12 ha rivali in quanto a decessi. I morti sono stati ben tre:uno lungo il tratto “originario”, dal confine con la provincia di Pistoia attraverso Lucca e poi fino a Ripafratta. Gli altri due si sono registrati sulla via nuova per Pisa. A questi conteggi vanno aggiunti i cinque feriti sulla variante di Ponte a Moriano. Come si vede nella tabella pubblicata a fianco, anche le autostrade presentano i loro rischi, con due morti sulla Firenze-Mare e due sulla Bretella. Un altro decesso si è registrato invece sulla statale 445 che da Lucca porta in Garfagnana.
In assoluto, in provincia, la palma della strada con maggior numero di incidenti spetta all’Aurelia (che corre interamente in territorio versiliese), con 106 sinistri e 148 feriti ma - fortunatamente - nessun morto.
Complessivamente, però, ci sono anche buone notizie: nel 2017 gli incidenti in provincia si sono ridotti dell’11%, da 1.868 a 1.837, la maggior parte dei quali sono non mortali (1,25%, solo 23 casi nella nostra provincia su un totale di 269 in Toscana). C'è tuttavia ancora molto lavoro da fare, dato che gli automobilisti lucchesi dimostrano di essere abbastanza indisciplinati: Lucca infatti occupa il secondo posto nella classifica delle province toscane dove si registrano più incidenti (1.837) superata solo da Firenze (5.141).
La situazione migliora leggermente se si considera la percentuale di incidenti rispetto al numero di veicoli immatricolati: in questo caso infatti al primo posto c'è Prato (0,54%), seguita da Livorno (0,53%) mentre Lucca condivide con Firenze il terzo gradino del podio (0,51%). Una situazione che rispecchia il numero di auto in circolazione: la provincia di Lucca è infatti terza in Toscana per ampiezza del parco veicolare (354mila mezzi), superata solo da Firenze (1.013.221) e da Pisa (371.420).
Nel dettaglio, la maggior parte degli incidenti (oltre il 60%) è avvenuto su strade urbane, ma solo il 40% dei morti è stato registrato su questo tipo di arterie, mentre la maggior parte perde la vita sulle strade extraurbane o in autostrada.
«I numeri ci dicono che in provincia di Lucca la percentuale di incidenti mortali è tra le più basse in Toscana e questo non può che essere un dato positivo ma il lavoro da fare è ancora molto - spiegano Luca Gelli e Luca Sangiorgio, rispettivamente presidente e direttore di Aci Lucca-. Se da una parte infatti si evidenzia un trend di diminuzione degli incidenti che prosegue da anni, dall'altra questo numero è ancora troppo alto. Da tempo abbiamo sottolineato la necessità e l'urgenza di destinare almeno il 50% dei proventi derivanti dalle multe a interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria sulla viabilità e sulle infrastrutture, così come richiede anche lo stesso Codice della Strada. È indispensabile poi insegnare fin da piccoli l'importanza di guidare bene, con attenzione e velocità moderata, mettendo via il cellulare ed evitando in tutti i modi di mettersi al volante in casi di profonda stanchezza o, peggio ancora, sotto l'effetto di alcool e sostanze stupefacenti. Come Aci continueremo la nostra battaglia per la guida sicura, con le nostre campagne di sensibilizzazione: la sicurezza è l'elemento portante della nostra strategia, un tema che veicoliamo con i corsi di educazione stradale nelle scuole di tutta la provincia, affinché i ragazzi di oggi diventino ambasciatori del guidare bene domani». —
L.C.
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