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Rifiuti, si avvicinano i Patti fra imprese e Regione

Rifiuti, si avvicinano i Patti fra imprese e Regione

Confindustria Toscana Nord e Cna Toscana Centro si  impegnano ridurre gli scarti «Ma dello smaltimento non si occuperà solo il pubblico»

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lucca. Prove di avvicinamento fra le categorie imprenditoriali e la Regione in tema di rifiuti. emerge da una nota diramata in modo unitario da Confindustria Toscana Nord, Cna toscana Centro e Confartigianato Imprese Prato.

« Le tre riunioni tenutesi in Regione, alla presenza fra gli altri del presidente Enrico Rossi, dell'assessore Federica Fratoni e di Arpat, sull'economia circolare nei settori carta, lapideo e tessile hanno visto la ripresa di un percorso che, per quanto con molta lentezza, sembra positivamente avviato alla sottoscrizione di patti per l'economia circolare per ciascuno dei tre settori. Rimangono scogli sostanziali da affrontare sul tema più complesso, quello dei rifiuti».

Rifiuti che, precisano le associazioni imprenditoriali, «necessitano comunque di smaltimento in impianti di prossimità secondo le linee guida europee recepite dalla stessa Regione Toscana. Rimane fermo l'impegno delle imprese a ridurre la quantità dei rifiuti attraverso il riciclo e prassi produttive sempre più avanzate e in grado di limitare i residui di lavorazione: a questo, del resto, mirano i patti in via di sottoscrizione. Molti scarti potrebbero trovare impiego agevolandone l'utilizzo come sottoprodotti. Per altri ancora potrebbero essere semplificate le strade per il recupero. La stessa Regione Toscana si è dichiarata disponibile a sposare le istanze delle associazioni in questa direzione».

Sul piano sia tecnico che pratico, continuano, è «impensabile che i rifiuti possano azzerarsi e occorre trovare soluzioni. Riteniamo che lo smaltimento dei rifiuti speciali non debba essere demandato solo alle amministrazioni pubbliche, seppure il ruolo degli enti pubblici, in particolare dell'amministrazione regionale, sia indispensabile e propedeutica ai fini della realizzabilità effettiva degli impianti (pianificazione territoriale, autorizzazioni), della razionalizzazione del numero senza incorrere nella frammentazione eccessiva che ne renderebbe difficile anche la vigilanza e l'ottimizzazione della loro funzionalità. Questo aspetto diventerà ancor più significativo quando il volume dei rifiuti si ridurrà ulteriormente». —

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